[Napoli - Mercoledì 9] Assemblea pubblica verso il 19. #Cambiailtempo

Cambia il tempo! Lavorare meno, lavorare tutti

Iniziamo dalla fine: perché scenderemo in piazza il 19 ottobre? Per provare a rimettere al centro le questioni del lavoro e dei diritti ad esso connessi, ormai depennate dall’agenda politica dei governi, della maggior parte delle organizzazioni politiche e – paradossalmente – anche sindacali, in nome dei sacrifici “necessari a salvare il nostro Paese”e dell’unità nazionale. Queste questioni ci chiamano in causa tutti, in prima persona. Chi ancora studia, ma non vede dinanzi a sé alcuna prospettiva; chi si trova nella fascia tra i 20 e i 30 anni, è stato sostanzialmente privato del futuro e vive un presente di disoccupazione o, nel “migliore” dei casi, di precarietà assoluta; chi di anni ne ha molti di più, e casomai un lavoro ce l’ha, ma rischia continuamente di perderlo e vede quotidianamente negati i suoi diritti.

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Questo è il quadro davanti al quale ci ha messo la crisi e questa è la battaglia che oggi più che mai ci sembra necessario intraprendere: quella per il diritto al lavoro, a lavorare meno, a lavorare tutti, in sicurezza e a parità di salario. Perché chi sta “dentro” al mercato del lavoro possa non morire di fatica e di ipersfruttamento e chi sta “fuori” entri dentro e prenda parola, libero da logiche assistenziali, per incidere direttamente sulle forme del dominio.

Negli ultimi anni è stato sferrato un attacco violentissimo contro il salario diretto, indiretto e differito, ad un aumento i ritmi di lavoro e ad una compressione dei diritti (abbiamo dovuto assistere alla formazione di governi “tecnici” e di “larghe intese”, alla militarizzazione sempre più spinta dei nostri territori, alla repressione di ogni forma di dissenso e – grazie a provvedimenti come la modifica dell’articolo 18 e l’accordo di rappresentanza – alla soppressione della democrazia sui posti di lavoro).

Nonostante il disagio e la rabbia sociale siano palpabili, non ci sono state mobilitazioni significative: a questo immobilismo oggi dobbiamo provare a rispondere rimettendo al centro il conflitto tra capitale e lavoro.

Ma di cosa parliamo quando evochiamo questo conflitto, di cosa si tratta in fin dei conti? Parliamo dell’incompatibilità radicale (che viene mistificata in ogni modo) tra chi produce e chi beneficia della fatica altrui, tra chi è disoccupato e chi lo mantiene in stand by per poterlo meglio ricattare. Da una parte ci siamo noi, dall’altra ci sono loro. E se loro provano a confonderci con divisioni e contrapposizioni che non ci riguardano allora il nostro primo compito è tracciare di nuovo, in maniera chiara e netta, la linea che concretamente ci separa.

La crisi economica ci offre tanti frutti avvelenati, ma è anche un’occasione per segnare questo confine, per aprire nuovi spazi, organizzarsi e far ripartire un ciclo di lotte come è accaduto e sta accadendo in tanti Paesi nel mondo, in Turchia, in Nord Africa, in Brasile, in Messico. Queste lotte dimostrano che, a livello globale, esistono ancora le condizioni per sottrarre a chi ci sfrutta parte del suo potere, per contrastarlo, per provare a ribaltare la situazione, ci dicono che siamo dalla stessa parte della barricata nella battaglia per riprenderci il lavoro, la giustizia sociale, il futuro. Mica facile, ma dobbiamo provarci.

Il 19 ottobre non cambierà il mondo, non assalteremo “il palazzo d’inverno”, ma da qualche parte bisogna cominciare.

qui l'appello integrale



Mercoledì 9 Ottobre

Aula Matteo Ripa - Palazzo Giusso (Università Orientale)
//ore 17:30
ASSEMBLEA PUBBLICA VERSO E OLTRE IL 19 OTTOBRE A ROMA

intervengono
RESISTENZA OPERAIA (irisbus)
in videocollegamento dal Brasile
RICARDO ANTUNES
docente di sociologia presso la Universidad Estatual de Campinas

Spazio Me-Ti (via atri, 6)
//ore 20
CENA BENEFIT PER L'IRISBUS

//ore 22
CONCERTO
Daniele Sepe und Rote Jazz Fraktion

Il ricavato della serata è totalmente per sostenere le spese legali degli operai irisbus, raggiunti da 32 avvisi di garanzia per aver difeso il proprio posto di lavoro!

qui l'evento della serata

Rete Camere Popolari del Lavoro