[Roma] Blocchi contro i licenziamenti della Carrefour!

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Le lotte dei lavoratori dei magazzini della logistica di Roma non vanno in vacanza: ieri sera, Lunedi 28 Dicembre, una cinquantina tra lavoratori e solidali hanno bloccato per quasi quattro ore il transito dei camion davanti ai magazzini della Carrefour situati poco a sud di Roma lungo la via Ardeatina.

Si tratta di una serie di depositi in cui vengono smistate le merci del colosso della grande distribuzione alimentare, ovviamente in subappalto alle solite (finte) cooperative, ben 3 per i 3 depositi; un modus operandi che conosciamo bene e che permette alle aziende appaltanti di scaricare la responsabilità della gestione della manodopera su queste ultime e di non preoccuparsi quindi del rispetto dei diritti dei lavoratori. Anche in questo caso abbiamo infatti assistito al solito giochetto dello scaricabarile tra azienda e cooperative su di chi fosse la responsabilità della situazione attuale.

Ma cos'è successo questa volta? Il motivo della protesta di ieri era il licenziamento, o meglio la mancata riassunzione, di 7 lavoratori di uno dei magazzini. Perché “mancata riassunzione”? Perché la cooperativa a Giugno aveva licenziato i propri 40 dipendenti per riassumerli sei mesi a tempo determinato con l'impegno di stabilizzarli alla scadenza del contratto. Tutto questo giro per potersi assicurare i famosi sgravi contributivi che il Governo Renzi ha deciso di regalare alle aziende che nel 2015 avrebbero assunto usando il nuovo contratto a tempo indeterminato. Una vera e propria truffa che abbiamo già documentato ampiamente e che, come pure rilevavamo, va a detrimento innanzitutto dei lavoratori protagonisti, che si ritrovano a passare ad un contratto fintamente stabile visto che il nuovo tempo indeterminato introdotto dal Jobs Act non tutela niente. E questo quando gli va bene! Perché, come è successo in questo caso, l'azienda può non rispettare le sue promesse e i lavoratori ritrovarsi per strada.

Infatti, come dicevamo, dei quaranta lavoratori del magazzino, 7 non sono stati riassunti. Un licenziamento di fatto che ha riguardato - guarda caso! - alcuni dei lavoratori con più anzianità di servizio e più invisi all'azienda perché più coscienti e capaci di far valere i propri diritti. Tutto questo mentre venivano assunti altri 10 nuovi lavoratori senza esperienza. Insomma, all'azienda non bastavano gli sgravi fiscali, ma ha approfittato per levarsi di torno alcuni lavoratori potenzialmente fastidiosi. Ma, appunto, questi lavoratori si sono rivelati anche più fastidiosi di quanto la stessa azienda non credesse e sono passati all'azione. L'hanno fatto insieme al SICOBAS, sindacato di cui avevano sentito parlare da alcuni loro colleghi dei magazzini accanto che vi si iscrissero proprio per migliorare le proprie condizioni di lavoro. E di certo non potevano trovare supporto nella CGIL che non solo ha avallato sin dall'inizio tutta questa manovra truffaldina dell'azienda, ma non ha neanche accennato ad opporsi alla decisione di quest'ultima di violare la parola data licenziando i sette protagonisti della nostra storia.

Per questo nonostante il freddo la serata di ieri è stata una bella serata di lotta, scaldata dalla solidarietà di tanti compagni e dei facchini della CEDOF di Fiano Romano, di recente protagonisti anche loro di una brutta storia fatta di intimidazioni e minacce di licenziamento da parte dell'azienda sfruttatrice (su questo si ascolti la corrispondenza raccolta da Corrispondenze Operaie). Una bella serata che ha colpito i profitti dell'azienda e che ha mandato un segnale importante: non assisteremo senza far niente a questa ingiustizia e alle menzogne che la mascherano!
Ieri è stato solo l'inizio di questa piccola ma importante lotta. Tanto altro ne seguirà se non verranno riassunti i nostri 7 facchini. Se toccano uno, toccano tutti!

Referendum costituzionale

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