[Salerno] Tavolo in Prefettura a Salerno per lavoratrici Unisa.

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Ripubblichiamo dai compagni dello Spazio Pueblo un aggiornamento sulla vertenza delle addette alle pulizie dell'Unisa

Ieri mattina si è tenuto il tavolo in Prefettura a Salerno sulla vertenza delle addette alle pulizie UNISA. Dopo ben due rinvii sono riusciti a incontrarsi l'amministratore delegato di Gioma Facility Management srl e le lavoratrici addette alle pulizie iscritte alla CGIL che avevano chiesto la convocazione di questo tavolo.

Grande assente la Fondazione Unisa che ha comunicato via email che non avrebbe partecipato all'incontro. Le vere ragioni di questa assenza non sono specificate. Tuttavia, non è una novità prendere atto dello scarso interesse di Unisa e Fondazione per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, per il destino di uomini e donne che stanno costringendo a vivere con 300 euro al mese.

Le richieste delle lavoratrici sono state semplici e chiare. Riallineamento contrattuale alle condizioni precedenti l'appalto con conseguente adeguamento salariale. In più, sono state avanzate una serie di criticità non da poco. La mancanza di approvvigionamento del materiale per pulire, la recente creazione di spogliatoi (solo per alcune delle lavoratrici! in base a quale criterio?) in un punto del campus Unisa che costringe le dipendenti a dover addirittura usare l'auto per spostarsi dagli stanzini al luogo in cui svolgono il proprio lavoro. Il tutto senza alcuna considerazione per chi si sposta a piedi, per le diverse distanze da coprire, per l'età e le diverse condizioni soggettive delle dipendenti.

L'imbarazzante comportamento dell'amministrazione Gioma, rappresentata in sede odierna dall'ad e dal proprio legale, che ha per tutto l'incontro fatto spallucce come se questa triste vicenda non coinvolga in alcun modo l'azienda, ci costringe ad una serie di riflessioni.

- Unisa, Fondazione Unisa, Gioma Facility Management srl devono essere schiacciate dalla lotta e dalla rabbia organizzata delle lavoratrici e di tutti i solidali con la loro vertenza. La frase più ripetuta dall'azienda oggi è stata: "sono vicende che non ci competono, dovete rivolgervi alla Fondazione". L'ipocrisia e l'arroganza di chi gioca a scaricabarile, nascondendosi dietro il sistema degli appalti a cooperative esterne di lavori presso amministrazioni pubbliche e scaricando sul costo del lavoro i tagli al pubblico e le "spending review" a cui ci hanno costretto in questi anni, è inaccettabile!

- Unisa e Fondazione Unisa sanno quanto sono peggiorate, dopo questo vergognoso appalto, le condizioni igieniche delle aule, dei bagni, dei corridoi del campus di Fisciano? Negli ultimi anni l'enorme taglio di ore di lavoro e di personale hanno provocato un evidente abbassamento dei livelli di pulizia minimi che dovrebbero essere garantiti a chi vive il Campus tutti i giorni! Non è certo colpa delle lavoratrici che, oggi come in passato, si fanno in quattro per riuscire a fare il massimo possibile in misere 3 ore di lavoro quotidiane (condizioni post-appalto). Le ore di lavoro previste dai "nuovi contratti" non bastano a garantire il servizio che sarebbe necessario!
Negli anni addietro la Fondazione ha sempre evidenziato con una certa solerzia ogni singolo filo di polvere non pulito/non visto/non lavato.
Dall'appalto del Luglio 2016 questa solerzia sembra essere venuta meno, di Unisa e Fondazione non si ha più traccia.

In più, l'azienda, incalzata dalle lavoratrici, ha dichiarato che, a dispetto di quanto trapelato da alcune testate giornalistiche locali in questi giorni, non vi è stata alcuna proroga dell'appalto, in scadenza quest'autunno.

L'esito negativo del tavolo di oggi è purtroppo una condizione di cui dover prendere ancora una volta atto.
La lotta però è tutt'altro che finita. Dopo più di un anno di battaglie nessuno si è rassegnato, le addette alle pulizie Unisa hanno la giusta rabbia e determinazione di chi sa che per le loro vite, per un lavoro dignitoso, è necessario vincere!

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