[La Spezia] Dopo il danno dell’errore medico, la beffa del licenziamento. Il caso di Giovanna e della fondazione Don Gnocchi

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Ieri mattina, lunedì 11 luglio 2016, l’USB e la Casa Rossa Occupata di Massa Carrara hanno dato vita ad un presidio di solidarietà e lotta, per mostrare tutta la vicinanza a Giovanna, lavoratrice della fondazione Don Gnocchi e a rischio licenziamento e per invitare l’azienda a fare marcia indietro e a restituire così lavoro e dignità a Giovanna, “colpevole” di essere incappata in un errore medico che, oltra ad averla di fatto privata dell’uso normale di un piede, rischia di regalarle anche la perdita del posto di lavoro.

Il presidio di ieri è stato solo un passaggio, la battaglia non è affatto terminata. Al fianco di Giovanna, e di tutte le licenziate e i licenziati di questo paese, carne da macello per imprenditori senza scrupoli.

Di seguito pubblichiamo il comunicato dei compagni che ieri hanno dato vita al presidio per Giovanna:


"Stamani, 11 luglio 2016, Giovanna ha dovuto presentarsi davanti alla sede di La Spezia della Fondazione “Don Gnocchi”, dove lavora come OSS da 14 anni con un contratto a tempo indeterminato dopo 4 da precaria, perchè vuole tornare a lavorare.
Alcuni mesi fa, a seguito di un errore medico, Giovanna ha subito l'amputazione di 4 dita e parte del piede destro ma ora, quando finalmente iniziava a potersi muovere di nuovo, la beffa: non è idonea al lavoro e quindi la proposta dell'azienda è il licenziamento con soli 12 mesi di contributi o la minaccia di ricollocamento fuori regione.
Sembra un paradosso che proprio un'azienda che si occupa principalmente di riabilitazioni non sia in grado di trovare un posto su nuova mansione per lei in nessuna delle tre strutture della zona, ma purtroppo non è il primo caso e molti sono i dipendenti che per paura del licenziamento o ritorsioni rinunciano ai loro diritti, non certificano problemi medici e non richiedono le agevolazioni a cui avrebbero diritto, nonostante le difficoltà di un lavoro pesante e delicato come quello dell'assistenza.
Giovanna chiede solo di continuare a lavorare con mansioni adeguate per i prossimi 4 anni in modo da raggiungere l'età pensionabile ma il suo esempio è importante anche per tutti i suoi colleghi che come lei potrebbero essere “buttati via” da un giorno all'altro.
A sostenerla stamani erano presenti i delegati USB e la Casa Rossa Occupata, grazie al presidio si è ottenuto di parlare con un rappresentante dell'azienda e, anche se non è stato risolutivo, almeno il licenziamento è sospeso fino a venerdì prossimo, quando ci sarà un incontro con la dirigenza per una nuova proposta.
Se toccano una, toccano tutte!
Al fianco di Giovanna al fianco di chi lotta!"

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