Il Natale "reale" degli italiani...

Teniamo gli occhi fissi sul paese reale e proviamo a dare un'immagine veritiera di questo Natale italiano. Tutte le inchieste, tutte le ricerche danno per certa una netta diminuzione dei consumi, anche rispetto agli anni precedenti (che erano già stati anni di crisi).


6575573081_2b9c8419e3.jpgSi parla di 400 milioni di euro spesi in meno, con un calo netto per beni come abbigliamento, calzature, profumeria, giocattoli, arredamento, turismo, ristorazione. Si cerca insomma di risparmiare su tutto il superfluo, arrivando anche a diminuire la spesa in gastronomia (sebbene questa voce resti ovviamente prioritaria, anche per il valore simbolico che ha). Tiene solo il settore dell'elettronica di consumo: un +1% frutto, secondo lo studio di Federconsumatori, del passaggio al digitale terrestre di alcune regioni e dalla vendita di smartphone. Forse perché il telefonino è ancora espressione di uno status, forse perché non ci si vuole sentire e non si vuole dimostrare di essere ormai poveri, forse perché la "connessione" è ormai sentita come esigenza primaria.

In ogni caso, l'aspetto più preoccupante di questi dati è che non è ancora arrivata la vera stangata della manovra Berlusconi-Monti. I sacrifici sono in qualche misura "preventivi": si cerca di risparmiare per fare fronte a quei 2.000€ in meno a famiglia previsti per il 2012. Ma se a questo ci aggiungiamo che gli ultimi dati Istat confermano che l'inflazione cresce più del doppio rispetto ai salari (il caro vita viaggia al +3,3%, le buste paga si fermano al +1,5%), e che sono in rapida diminuzione i “privilegiati” che hanno uno stipendio o un lavoro (500mila lavoratori in cassa integrazione a zero ore, oltre 2 milioni di disoccupati, l'8,5% degli italiani), lo scenario diventa drammatico. Lo spettro di una nuova povertà è ormai entrato in milioni di case italiane.

Natale, crollo dei consumi. Spesi 400 milioni in meno (da repubblica.it)
Natale senza festa, aspettando la stangata (da rassegna.it)
I regali nell'Italia della crisi: tra cibi, impegni di dono e saldi per tutti (da repubblica.it)

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