[Rubano - PD] Sciopero, blocco e accordo favorevole alla Sifte Berti

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Superare il sistema delle cooperative dalla parte dei lavoratori o da quella dei padroni?

La cancellazione della figura del socio-lavoratore è una delle richieste del movimento degli operai del settore della logistica organizzati nei sindacati SIcobas e ADLcobas, ma ci sono vari modi per superare il sistema delle cooperative di intermediazione che gestiscono la maggior parte dei magazzini in Italia: uno è quello dell'accordo firmato da Filt-CGIL, Fit-CISL e Uil Trasporti con il corriere TNT.

Tale accordo prevede l'assunzione diretta (internalizzazione) dei lavoratori dei magazzini in cambio però di una flessibilità del tutto simile a quella garantita dalle cooperative. Il monte ore sarà distribuito su sei mesi e l'azienda ne potrà disporre liberamente, con giornate lavorative che possono variare dalle 4 alle 10 ore di lavoro con interruzioni che possono fa arrivare la presenza in magazzino fino a 13 ore. Tutto questo con la possibilità di accordare giornate lavorative anche più lunghe nei singoli impianti previo accordo con le organizzazioni sindacali firmatarie di questo accordo.

Una reinternalizzazione con un inquadramento al livello più basso il 6J quando non con un contratto di apprendistato e che prevede il sabato come un qualsiasi giorno lavorativo. Un'internalizzazione che sa tanto di fumo negli occhi per far fronte alle crescenti e vincenti lotte che attraversano il settore.

Proprio una lotta vincente in un piccolo magazzino nei dintorni di Padova ci indica invece un'altra strada, riportiamo di seguito il comunicato dell'ADLcobas che racconta di questa vertenza:

da adlcobas.it
A seguito della disdetta del contratto di appalto inviata dalla cooperativa Italprima a Sifte Berti, relativa al magazzino omonimo di Rubano (PD), con scadenza al 30 LUGLIO, all’interno del quale operano circa 10 lavoratori, si era venuta a creare la ormai consueta situazione legata ad ogni cambio di appalto, quando il committente si mette alla ricerca di un nuovo fornitore, cercando di ottenere migliori condizioni economiche, quasi sempre a scapito dei lavoratori.
In questo caso, era giunta voce che la cooperativa che sarebbe subentrata, che non ha mai contattato la nostra O.S., l’unica presente in magazzino, in un incontro semi clandestino con alcuni lavoratori esprimeva nella giornata di lunedì 21 luglio l’intenzione di assumere solo una parte dei lavoratori, con contratto a t.d. e con periodo di prova. A seguito di questa ignobile proposta, si riuniva l’assemblea dei lavoratori che decideva di inviare immediatamente un comunicato a Sifte Berti nel quale si invitava Sifte Berti a dare immediata comunicazione ai lavoratori di disponibilità a inserire un nuovo fornitore che assumesse tutti i lavoratori, alle medesime condizioni contrattuali esistenti.
A fronte di una mancata risposta, veniva deciso di proclamare lo sciopero ad oltranza di tutti i lavoratori, con blocco dell’impianto per arrivare ad ottenere immediate garanzie in relazione alle richieste presentate. Dalla mezzanotte di mercoledì 23/7 partiva il blocco totale. Durante la notte si faceva vivo il direttore di Sifte Berti che dopo avere cercato di intimidire i lavoratori in sciopero, doveva prendere atto della situazione e della determinazione dei lavoratori che non si lasciavano intimorire né dalla presenza dei carabinieri né dal tentativo di forzare il blocco di un padroncino.
Verso le 11 di giovedì 24, la cooperativa che avrebbe dovuto subentrare , si presentava in impianto assieme ad un sindacalista della CGIL, per parlare con la Direzione di Sifte Berti e dopo circa due ore se ne uscivano, senza fornire alcuna notizia su quello che era successo nell’incontro.
In realtà la cooperativa subentrante era andata a dire a Sifte Berti che non aveva alcuna intenzione di assumere tutto il personale esistente alle stessa condizioni.
Verso, le 14, dopo varie telefonate intercorse tra Adl, Sifte ed una nuova società contattata da Sifte Berti, si profilava una soluzione anche migliorativa rispetto a quella preesistente.
In sostanza, veniva firmato un preaccordo nel quale, non più una cooperativa, ma una Spa, denominata ALMA SPA si rendeva disponibile ad assumere tutti i lavoratori presenti nel magazzino alle stesse condizioni contrattuali e senza alcun periodo di prova, ma non più come soci lavoratori, ma come dipendenti, con istituti contrattuali al 100 %, integrazione malattia ed infortunio e con l’impegno a discutere della riduzione di volumi, impegnandosi a distribuire equamente l’orario di lavoro. Un risultato molto importante, anche se riguarda una situazione piccola, in quanto si va a sommare ai molti accordi positivi siglati in questi ultimi tempi che vanno a mettere in discussione la figura del socio lavoratore. I dettagli dell’accordo andranno definiti nei prossimi giorni, ma una cosa è certa che tutti i lavoratori verranno assunti a partire dal 1° agosto dalla nuova società come dipendenti, mantenendo le attuali condizioni contrattuali e senza alcun periodo di prova.

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