[Mestre – VE] Guardia giurata si rifiuta di continuare a lavorare 16 ore al giorno e viene licenziata

L'allungamento dell'orario di lavoro, la riduzione delle festività e delle ferie, è uno dei modi attraverso cui dovremmo uscire dalla crisi, almeno a sentire autorevoli esponenti del mondo dell'imprenditoria e della politica.

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La storia di una guardia giurata di Mestre mostra l'inconciliabilità di questo desiderata con la stessa tenuta psico-fisica dei lavoratori. Per dire, insomma, che il capitale non conosce alcun limite e che può spingersi fino a mettere in discussione, a livello locale, la stessa riproduzione della forza lavoro.

Giorgio Gurrieri, assunto nel 2006 con mansioni promiscue e con turni prevalentemente notturni, si ritrova a dover svolgere i proprio compiti, tra cui principalmente quello di guida di furgoni portavalori, per ben 16 ore al giorno. Inizialmente accetta, per superare i 60 giorni di prova previsti prima di poter godere dei vantaggi di un contratto a tempo indeterminato. Alla scadenza dei due mesi la situazione però non migliora e quando, esasperato e ormai allo sfinimento fisico, decide di chiedere che quanto meno gli vengano cambiate mansioni gli viene risposto a muso duro: “Mi ha detto che di handicappati ne aveva già a sufficienza. Quelli che protestavano li metteva a ricoprire i turni notturni e così mancava poi il personale di giorno.”

Da quel momento cominciano le ritorsioni. Richiami continui fino a quando non si arriva al licenziamento, per giusta causa e motivato da “insubordinazione nei confronti di un superiore”. Giorgio sostiene che l'“insubordinazione” sia consistita nel semplice rifiuto di fare quei turni massacranti. Il ricorso non sortisce alcun effetto positivo. Manca infatti la prova fondamentale: i mattinali di servizio, che servirebbero a certificare i carichi di lavoro svolti. E così il licenziamento è stato confermato.

Fonte
Affaritaliani

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