[Pomigliano d'Arco – NA] Gli operai della ex Ergom attuano il blocco delle merci alla FIAT

Qualcuno è arrivato addirittura alle 4 del mattino. I più dalle 5. Circa 200 lavoratori della ex Ergom hanno cominciato ad affluire ai cancelli della FIAT di Pomigliano d'Arco (NA) per dare vita alla protesta che avevano proclamato qualche giorno fa. La decisione era quella di bloccare le merci destinate al Gianbattista Vico. E dopo un paio d'ore dall'inizio dei picchetti la fila di camion fermi in attesa si perde già a vista d'occhio. Ad essere fermati non sono però solo gli autotrasportatori, alcuni dei quali esprimono solidarietà e si fermano per riscaldarsi ad uno dei fuochi accesi per resistere al gelo mattutino, ma anche i dipendenti delle imprese che lì allo stabilimento a Pomigliano operano, in primis la FIAT.

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Il motivo della protesta di stamattina è facile a dirsi: si lotta per il futuro dei circa 800 operai della ex Ergom, ad oggi appeso ad un filo. Le promesse della FIAT di riallocarli tutti, in molti all'interno di Fabbrica Italia, sembrano non convincere più nessuno. Oggi, infatti, la protesta ha un significato particolare: per la prima volta dal referendum alla FIAT del 2010, a lottare insieme ci sono lavoratori iscritti alla FIOM (tra l'altro al primo turno alla FIAT sono rientrati in fabbrica i primi 19 iscritti al sindacato afferente alla CGIL, dopo che i magistrati hanno stabilito che sono stati vittima di comportamento discriminatorio da parte dell'azienda), alla UILM (Uil) ed alla FIM (Cisl). I due sindacati firmatari del contratto alla FIAT erano ai cancelli perché sospinti da una situazione non più sopportabile. Alla ex ERGOM centinaia di operai sono ancora in cassa integrazione, che tra l'altro volge al termine, con data di scadenza il 6 luglio 2013. E sono stati proprio loro – i lavoratori – a spingere FIM e UILM ad essere presenti nella giornata di oggi.

Ora si attende un tavolo di trattative, già convocato per venerdì 20 dicembre, per conoscere la posizione dell'azienda e per capire quale futuro saprà promettere (non usiamo nemmeno il verbo 'garantire'!) agli operai. Ma forse oggi un piccolo passettino si è compiuto. Più che altro tra tanti lavoratori che potrebbero aver preso coscienza del fatto che in una situazione disperata come quella che si trovano a vivere non esiste neanche più lo spazio per accordi al ribasso – come forse sono ancora possibili in altre realtà produttive. Piuttosto che essere trascinati a lottare, occorerebbe una riflessione seria sulle possibili vie d'uscita dall'impasse. Una soluzione al problema non si può trovare se non si osa uscire dall'angusto piano sindacale.

 

[Pomigliano d'Arco – NA] Gli operai della ex Ergom attuano il blocco delle merci alla FIAT

Qualcuno è arrivato addirittura alle 4 del mattino. I più dalle 5. Circa 200 lavoratori della ex Ergom hanno cominciato ad affluire ai cancelli della FIAT di Pomigliano d'Arco (NA) per dare vita alla protesta che avevano proclamato qualche giorno fa. La decisione era quella di bloccare le merci destinate al Gianbattista Vico. E dopo un paio d'ore dall'inizio dei picchetti la fila di camion fermi in attesa si perde già a vista d'occhio. Ad essere fermati non sono però solo gli autotrasportatori, alcuni dei quali esprimono solidarietà e si fermano per riscaldarsi ad uno dei fuochi accesi per resistere al gelo mattutino, ma anche i dipendenti delle imprese che lì allo stabilimento a Pomigliano operano, in primis la FIAT.

Il motivo della protesta di stamattina è facile a dirsi: si lotta per il futuro dei circa 800 operai della ex Ergom, ad oggi appeso ad un filo. Le promesse della FIAT di riallocarli tutti, in molti all'interno di Fabbrica Italia, sembrano non convincere più nessuno. Oggi, infatti, la protesta ha un significato particolare: per la prima volta dal referendum alla FIAT del 2010, a lottare insieme ci sono lavoratori iscritti alla FIOM (tra l'altro al primo turno alla FIAT sono rientrati in fabbrica i primi 19 iscritti al sindacato afferente alla CGIL, dopo che i magistrati hanno stabilito che sono stati vittima di comportamento discriminatorio da parte dell'azienda), alla UILM (Uil) ed alla FIM (Cisl). I due sindacati firmatari del contratto alla FIAT erano ai cancelli perché sospinti da una situazione non più sopportabile. Alla ex ERGOM centinaia di operai sono ancora in cassa integrazione, che tra l'altro volge al termine, con data di scadenza il 6 luglio 2013. E sono stati proprio loro – i lavoratori – a spingere FIM e UILM ad essere presenti nella giornata di oggi.

Ora si attende un tavolo di trattative, già convocato per venerdì 20 dicembre, per conoscere la posizione dell'azienda e per capire quale futuro saprà promettere (non usiamo nemmeno il verbo 'garantire'!) agli operai. Ma forse oggi un piccolo passettino si è compiuto. Più che altro tra tanti lavoratori che potrebbero aver preso coscienza del fatto che in una situazione disperata come quella che si trovano a vivere non esiste neanche più lo spazio per accordi al ribasso – come forse sono ancora possibili in altre realtà produttive. Ma piuttosto che essere trascinati a lottare, occorerebbe una riflessione seria sulle possibili vie d'uscita dall'impasse. Una soluzione al problema non si può trovare se non si osa uscire dall'angusto piano sindacale.

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