Una prima vittoria dei lavoratori in appalto delle portinerie dell’Università di Firenze

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Pubblichiamo un ulteriore comunicato dell'Assemblea dei lavoratori in appalto delle portinerie dell’Università di Firenze che racconta di una prima parziale vittoria. I lavoratori e le lavoratrici sono infatti riusciti ad ottenere, solo grazie alla lotta messa in campo, il pagamento degli stipendi arretrati. Un passo in avanti importante, ma - come ci ricordano proprio i lavoratori - lo stato di agitazione non ha termine, perché c'è ancora molto da conquistare...

Un primo passo in avanti: ma manteniamo lo stato di agitazione (da appaltatiunifi.blogspot.com)

Immagine 002.jpgOggi come lavoratori in appalto delle portinerie dell’Università di Firenze, in sciopero, in un’assemblea molto tesa e partecipata (da lavoratori del Polo centro storico e di Novoli) abbiamo deciso di mantere lo stato di agitazione e sospedere gli straordinari in sostituzione del personale strutturato dell’Università.
Dopo un’animata discussione, abbiamo altresì deciso di revocare lo sciopero, proclamato ad oltranza, perché abbiamo ottenuto la certezza di riscuotere il salario di novembre. Infatti, in mattinata abbiamo appreso dagli uffici preposti, e poi avuto ulteriore conferma anche dal dirigente di Polo, che l’Università ha emesso i pagamenti in favore dei lavoratori in appalto. Un primo risultato importante e per nulla scontato!
Sappiamo bene che non è certo un regalo di Natale, come qualche giornalista ha avuto il coraggio di scrivere. Da quando il salario è un regalo??!!
Esiste una normativa che prevede la possibilità, non l’obbligo, per l’ente appaltante di pagare direttamente i lavoratori delle ditte in appalto (decreto ministeriale 207/2010). Una possibilità che è diventata realtà, non certo per il clima natalizio, o per il buon cuore dei dirigenti, ma grazie al nostro percorso di presa di coscienza, di unità e determinazione nei momenti di difficoltà, di collaborazione con la Rsu di ateneo e di continua discussione e confronto con le controparti (le ditte e l’Università).
L’assemblea ha ribadito che la scelta dell’Università di esternalizzare il servizio (per altro strutturale della portineria, come delle pulizie) e di affidarlo a ditte poco raccomandabili, come si sono dimostrate Sgs e Esi (poi Esi Plus) ha prodotto questa situzione. Riteniamo, quindi, che sia dovere dell’Università assumersene la responsabilità perché i lavoratori quotidianamente garantiscono un servizio fondamentale per il suo funzionamento.
L’amministrazione universitaria ha reciso il contratto con le ditte inadempienti e si è fatta carico del salario di novembre, bene. Ora manteniamo lo stato di agitazione perché non abbiamo alcuna garanzia su:
- la tredicesima,
- il salario di dicembre e gli istituti residui,
- i contributi arretrati e il Tfr,
- la tempistica e le modalità di passaggio per i lavoratori dalle ditte Sgs e Esi Plus alla nuova ditta vincitrice dell’appalto.

Su tutto questo l’Università ci deve dare risposte precise, data l’inadeguatezza delle ditte, e l’assemblea si riaggiornerà in tempi brevissimi (entro la prima settimana di gennaio) per monitorarne gli sviluppi e decidere come proseguire lo stato di agitazione.

Per ora torniamo a lavorare, non serenamente, perché siamo evidentemente preoccupati e tesi per tutti i punti sopraelencati ancora da chiarire, ma lo facciamo con la consapevolezza che non abbiamo alcuna intenzione di retrocedere su diritti aquisiti e vogliamo tutto quello che ci spetta.


Assemblea dei lavoratori in appalto delle portinerie dell’Università di Firenze

 

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