Alla FMA (gruppo FIAT) di Pratola Serra comincia un anno di cassa integrazione

Il tanto decantato “piano Marchionne”, sui cui ha speso parole estremamente lusinghiere il primo ministro Mario Monti, continua a macinare. Non ripresa né occupazione ma esattamente il loro contrario. Stabilimenti che chiudono e dipendenti in cassa integrazione o per strada.

fma-pratola-serra.jpgAnche la FMA, azienda produttrice di motori, non fa eccezione. Dopo che nel 2010 e nel 2011 i giorni lavorati sono stati rispettivamente 85 e 88 (contro 177 e 174 giorni di cassa integrazione), il 2012 sarà un anno pieno di cassa integrazione (l'accordo la fa arrivare fino al 18 dicembre 2012). Per i lavoratori si tratta di un altro durissimo colpo, dopo che già per gli ultimi due anni avevano dovuto fare a meno di circa 3000€ sul bilancio annuale. Una cifra non da poco, se consideriamo lo stipendio ed il potere d'acquisto operaio, continuamente erosi dall'aumento del costo della vita e dalle manovre economiche del governo Berlusconi prima e di quello Monti poi.

Per di più anche alla FMA si applicherà il nuovo contratto siglato tra FIAT e sindacati “gialli”, con l'esclusione di tutto il sindacalismo conflittuale, FIOM compresa. Ma il buon Marchionne anche in questo caso lascia intravedere un futuro che dipinge a tinte rosee. Come per il sito di Pomigliano d'Arco la nuova Panda dovrebbe portare occupazione e benessere, per la FMA dal 2013 si parla della costruzione di un nuovo motore benzina turbo a iniezione diretta per il marchio Alfa Romeo. Peccato che la produzione annua – 300.000 motori il primo anno – non sia in grado di fare i conti con gli attuali volumi occupazionali e produttivi, con la conseguenza che gli impianti non torneranno a regime ed i lavoratori dovranno continuare a fare i conti con una situazione difficile. Tra le altre cose, si era parlato in passato anche della produzione di motori per la Suzuki, casa giapponese partner della FIAT. Un progetto che non è mai stato realizzato. È il rischio più che concreto denunciato dal sindacalismo conflittuale nel caso della nuova Panda. Chissà che non sia anche il caso della FMA...

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