[Afragola - Na] IperCoop: accordo raggiunto. Ma a rimetterci sono i lavoratori

Aggiornamento - 5 gennaio 2014. Mentre per i 23 addetti alla pulizie della "A.T. Pulimento srl" il futuro rimane ancora incerto, per i dipendenti del punto vendita di Afragola le cose stanno in questo modo:

per i circa 50 lavoratori full-time ci sarà una riduzione dell'orario di lavoro dalle attuali 38 ore a 25 ore settimanali, con conseguente taglio dello stipendio di circa 400€ mensili; per gli altri, con contratto part-time, la riduzione sarà da 24 o 22 ore a 20 ore settimanali, con una decurtazione salariale calcolata tra i 150€ e i 200€ mensili. A questi tagli si aggiungono demansionamenti e azzeramento degli scatti di anzianità. Dulcis in fundo, dalla fine di febbraio partirà la cassa integrazione a rotazione per i 220 dipendenti. Ad Avellino, invece, è prevista l'introduzione di contratti di solidarietà. Chi può parlare di vittoria?

 

La vicenda dell’Ipercoop di Afragola sembra essere giunta ai titoli di coda il 23 Dicembre con il raggiungimento dell’accordo tra le parti sociali. Ma siamo certi che si tratti di lieto fine?

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I sindacati  e le istituzioni regionali, con l’assessore al lavoro Nappi e il governatore Caldoro in testa,  plaudono a un risultato definito “un regalo di Natale”. E in effetti, la salvaguardia dei livelli occupazionali in una terra impantanata tra disoccupazione, desertificazione industriale e lavoro nero è una buona cosa.
Ma come ci si è arrivati? E a che prezzo? Innanzitutto Unicoop Tirreno, gestore dell’ipermercato di Afragola, sarà affiancato da Unicoop Adriatica. L’ingresso della cooperativa emiliana darà vita a una NewCo che diverrà, tramite il fitto di ramo d’azienda, il nuovo gestore. L’ipermercato sarà ridimensionato (dagli attuali 10.000 mq si passerà a 4.200 mq) e conseguentemente sarà effettuata quella che – con linguaggio asettico – viene definita riorganizzazione della forza lavoro.

In sostanza, si tratta di passaggi da full-time a part-time, riduzione livelli di inquadramento, rinuncia da parte di tutti i dipendenti di Ipercoop Tirreno a importanti istituti contrattuali: tutto questo in cambio del ritiro delle 250 lettere di messa in mobilità. Situazione diversa per i lavoratori del punto vendita di Avellino, che invece per conservare il posto di lavoro saranno costretti a firmare contratti di solidarietà.
Insomma, a voler guardare dietro i fronzoli e le dichiarazioni trionfalistiche, ci pare che si sia fatto ricorso al solito ricatto: o accettate di lavorare a condizioni peggiori, rinunciando a quote di salario e diritti, oppure tutti a casa.

La ratifica dell’accordo è prevista per il 7 gennaio 2014, data in cui i lavoratori saranno invitati a firmare individualmente il contratto alle nuove condizioni.

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Fonti
- Corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli ; Il Mediano
per approfondire:
- Viaggio nella Grande Distribuzione
- "Ricordati di santificare il profitto". Aperture domenicali e festive e conseguenze sulla vita dei lavoratori
- [Napoli] Auchan: più ore di lavoro e stipendi più bassi
- [Campania] Tagli nella GDO, Unicoop Tirreno apre la procedura di mobilità per 250 dipendenti
- [Napoli] Lavoratori dei centri commerciali in agitazione contro il rischio licenziamenti

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