[Afragola - NA] I lavoratori dell’IperCoop continuano a lottare per salvare il posto di lavoro

Domenica 13 ottobre i clienti dell’IperCoop di Afragola hanno trovato una “spiacevole” sorpresa. I lavoratori di uno dei più grandi centri commerciali d’Italia hanno incrociato le braccia rifiutandosi di lavorare nella giornata di straordinario non obbligatorio. L’episodio di domenica scorsa è solo l’ultimo atto di una lunga serie di gesti di lotta messi in piedi dai lavoratori, minacciati dalla possibilità di 250 licenziamenti distribuiti tra tutti i punti vendita Campani e dalla chiusura dell’IperCoop di Afragola.

Afragola I lavoratori dell’IperCoop lottano per salvare il lavoro

Ripercorriamo velocemente la vicenda.
Ad agosto, UniCoop Tirreno – la cooperativa che gestisce, tra gli altri, tutti i punti vendita della Campania – annuncia 250 licenziamenti e la possibile chiusura del centro commerciale di Afragola.

I lavoratori si riuniscono a più riprese in presidio sotto le sedi della regione Campania, dove intanto si svolgono trattative tra l’assessore regionale al lavoro Severino Nappi, la Coop e i sindacati. O meglio, al tavolo sono seduti solo i sindacati che la Coop ritiene degni di partecipare alle trattative. È esclusa invece l’USB, che pure rappresenta 1/3 di tutti i lavoratori Coop della Campania.

Tutte le trattative hanno esito negativo: la Coop - la stessa Coop degli spot accattivanti, della spesa responsabile, dell’attenzione ai soci e ai consumatori  - si rifiuta di scendere a patti. Nemmeno la possibilità della cassa integrazione per due anni sembra interessare. L’unica possibilità presa in considerazione è il caro vecchio aumento dello sfruttamento: lavorare più ore con salari più bassi.
Manco a parlarne. I lavoratori giudicano la proposta irricevibile e non si arrendono. A metà settembre viene proclamato lo sciopero in tutti i punti vendita campani (Afragola, Quarto, Avellino e Napoli, tutti sotto attacco, seppur in forme diverse). L’obiettivo è mettersi faccia a faccia con la direzione e costringerla a riaprire le trattative: si va a Livorno.
Il presidente della cooperativa, Marco Lami, cerca di buttare fumo negli occhi, impegnandosi nella sospensione dei licenziamenti fino all’8 ottobre. Non è abbastanza. I lavoratori campani si dirigono verso il centro commerciale Porta a Terra di Livorno e, incassata la solidarietà dei colleghi toscani, ne impongono la chiusura, infliggendo centinaia di migliaia di euro di perdite all’azienda.

E siamo ad oggi, con una trattativa che è ancora lontana dallo sbloccarsi e con la spada di Damocle dei 250 licenziamenti ancora sospesa.
Ma anche con un paio di insegnamenti di cui fare tesoro: la determinazione è fondamentale e non deve mai cedere il passo all’arrendevolezza, anche quando la situazione sembra disperata; lo sciopero è ancora una forma di lotta efficace e praticabile, checché ne dicano i suoi detrattori; la solidarietà è un’arma che va sempre utilizzata.

Per maggiori informazioni:
[Afragola – NA] Continua la lotta dei lavoratori COOP contro i licenziamenti
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Intervista a una lavoratrice UniCoop Tirreno in presidio sotto la Regione Campania
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