I lavoratori del comune di Firenze in mobilitazione, hanno deciso in assemblea generale di proseguire la contestazione contro l'attacco al salario e ai diritti da parte della Corte dei conti, Mef, con l'avallo dell'amministrazione comunale.
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Siamo ormai al culmine di un processo di ristrutturazione "bipartisan" che investe tutto il settore pubblico: negli anni '90 grazie agli accordi trilaterali tra Stato, padroni e Confederali è stata sganciata la parte fissa del salario dall'andamento reale dei prezzi e di seguito è stata aumentata la quota di salario accessorio legato alla "produttività". Oggi si pretende che i lavoratori restituiscano parte del salario accessorio maturata in questi anni, mettendo sotto attacco la Rsu contro cui la Corte dei conti ha avviato un'indagine per "danno erariale". La logica è duplice: da un lato si opera un taglio reale, alla "greca" si potrebbe dire, delle buste paga dei dipendenti pubblici. Dall'altro si mette in piedi un processo mediatico, una "macchina del fango", che presenta i dipendenti pubblici come ladri e fannulloni, oscurando quelle che sono le reali condizioni di lavoro e le responsabilità degli amministratori e dei dirigenti nell'utilizzo clientelare e privatistico della spesa pubblica.
Riportiamo dunque, un'intervista ai lavoratori del comune durante il presidio del 28 gennaio sotto al Palazzo Vecchio, che chiarisce le posizioni dei lavoratori e ne mette in luce le ragioni. Riconnettere il tessuto di classe vuol dire anche sfatare i falsi miti dei vari Bassanini, Lanzillotta, Padoa-Schioppa, Monti, Brunetta etc, di chi punta cioè a dividere chi dovrebbe essere unito.
Comunicato di solidarietà della RSU della GKN con la lotta dei lavoratori del Comune di Firenze
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Prossimi appuntamenti: Venerdì 1 febbraio - Contestazione a Renzi in campagna elettorale, ore 18 all'Obihall
Lunedì 4 febbraio - Presidio davanti a Palazzo Vecchio, ore 15
Giovedì 14 febbraio - Sciopero con corteo |




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