Viaggio nella Grande Distribuzione: intervista a una lavoratrice Mondo Convenienza di Serravalle (Al) #5

In occasione della giornata di mobilitazione dell'8 dicembre contro le domeniche e i festivi lavorativi nella grande distribuzione, abbiamo inaugurato questa piccola rubrica "Viaggio nella Grande Distribuzione".

Abbiamo pensato alcune domande per addentrarci nel mondo della grande distribuzione organizzata (GDO), in particolare per quanto concerne il reparto commercio, assieme ai lavoratori e le lavoratrici che hanno risposto e che decideranno di rispondere in seguito. Per cercare di capire meglio come la sfera lavorativa, le modifiche e peggioramenti a cui è sottoposta, vadano non solo a influire sulla nostra condizione lavorativa materiale, ma come modifichino la nostra stessa percezione e posizione sul luogo di lavoro. Non solo: ad essere modificata di riflesso è anche quella parte della nostra vita all'esterno del lavoro, quel "tempo libero" che ci viene sempre più derubato in "nome del profitto".

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È un tempo che ci viene estorto con il lavoro festivo e domenicale, ma anche con il ricatto di contratti precari che ci impongono di lavorare oltre l'orario ordinario e previsto, con dei contratti che prevedono turni che non lasciano spazio a tutto ciò che esiste fuori dal lavoro (hobby, passioni, talenti, famiglia).

Le interviste che abbiamo raccolto hanno tante differenze (azienda per cui si lavora, ruolo che si ha in azienda, tipo di contratto), ma sicuramente c'è un aspetto che le accomuna: la percezione che il tempo del lavoro inondi sempre più completamente ogni parte della nostra quotidianeità, senza per questo darci ciò di cui abbiamo bisogno per condurre una vitaalmeno dignitosa. Così come le accomuna la viva consapevolezza che lottando e connettendo la propria esperienza con le altre orizzontalmente, si possa provare a migliorare la propria condizione lavorativa; che poi "propria" lo è meno di quanto si immagini.


Invitiamo quindi tutti i lavoratori e le lavoratrici della Grande Distribuzione a prendere parte a questa rubrica, scrivendoci per e-mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), contattandoci su facebook, chiamandoci quando siamo in contatto.

A voi la parola.

Per chi lavori e dove?
Mondo Convenienza, punto vendita di Serravalle Scrivia (AL).

Quanti dipendenti siete? In che proporzione sono impiegati uomini e donne sul tuo posto di lavoro?
Siamo circa una cinquantina, in maggioranza donne.

Che cosa conosci dell’assetto societario della tua azienda di lavoro?
Sinceramente poco. Facciamo parte di un insieme ordinatamente disordinato di aziende, non abbiamo mai visto un organigramma aziendale, non sappiamo neanche a chi appartenga la firma sui nostri contratti di lavoro.

Che lavoro svolgi?
Sono un addetto alla progettazione e alla vendita di arredamento; in negozio esistono anche i ruoli di Manager (capo venditore), addetto cassa e back-office, e Direttore.

Che tipo di contratto hai?
Full time 38 ore con "disponibilità" a domenica e festivi e flessibilità di orario (quest'ultima clausola firmata in un allegato a parte, di cui non ho copia).

Le mansioni che svolgi sono previste dal contratto?
Direi di no, visto che il contratto porta solo la laconica dicitura "Aiuto commesso alla vendita".

Com'è il tuo contratto dal punto di vista delle ferie, della malattia, dei permessi?
Il mio contratto, per quanto riguarda la malattia, riprende il ccnl 2011, ma ferie e permessi vengono convertiti in un monte ore e inseriti in un unico conto, e l'obiettivo principe è di non avere mai saldi positivi a fine anno.
Non ho mai visto nessun collega a cui vengano indennizzati i permessi non fruiti.

Puoi indicarmi che tipo di persone è più facile incontrare come colleghi/e lavorando presso la GDO? A) Giovani o meno giovani; B) Sposati/e o single; C) con figli o senza; D) titolo di studio: licenza media, diploma o laurea. È possibile delineare un profilo più frequente di altri?
Siamo tutti giovani (20-40 anni), minimo diplomati e con un'alta percentuale di laureati e laureandi (molti colleghi part-time sono studenti universitari) e quasi tutti sposati o conviventi con figli.

Quali sono gli aspetti peggiori di questo lavoro, secondo te?
Non siamo considerati persone, ma numeri, o peggio "ore lavorate". La soddisfazione di qualunque cliente viene messa davanti a tutto. Siamo perennemente sotto organico, abbiamo dei tempi da rispettare per ogni cliente che serviamo, guai se non vendiamo a sufficienza, guai se non facciamo finanziamenti. Si tratta di un lavoro complesso, difficile, stressantissimo, mal pagato e non riconosciuto. Gli orari possono cambiare da un momento all'altro, impossibile coltivare un hobby o una passione in modo costante. Se si è full time, si deve essere a completa disposizione in ogni momento.

Come sai il decreto “salva Italia” varato dal Governo Monti ha di fatto sostanziato quello che i precedenti decreti avevano messo in cantiere: la liberalizzazione delle aperture per gli esercizi commerciali. Come Ë cambiato il vostro mese lavorativo dopo l’entrata in vigore di questo decreto? Il vostro contratto è stato modificato dopo il decreto?
A dire il vero, il nostro contratto ha sempre previsto, "disponibilità" al lavoro festivo e domenicale senza turnazioni o accordi sindacali. Da anni e anni Mondo Convenienza è sempre aperto, e i suoi dipendenti non sanno più cosa sia un week-end o una festività libera dal lavoro.

Come influisce sulla vostra vita quotidiana il potere che le aziende hanno nel determinare orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali?
Come ho già detto, la mia azienda si trova da sempre in realtà commerciali "sempre aperte", ben prima dell'entrata in vigore del famoso Decreto.

Pensi che le donne ne risentano in misura maggiore in relazione a eventuali ripercussioni sulle relazioni familiari e sociali?
Credo proprio di si. Se poi a lavorare in questi contesti sono entrambi i coniugi/genitori, ecco che la famiglia è davvero in grande difficoltà, dovendo per forza dipendere dall'aiuto di nonni, nonne o tate a pagamento.

Esistono i sindacati nella tua azienda? Se sì, quali? Che rapporto hanno con voi, che funzione svolgono? Che posizione hanno assunto riguardo alla questione delle aperture domenicali?
Nel nostro punto vendita ci sono i rappresentanti di CGIL e UIL. Cercano di fare del loro meglio, in un'azienda che non vuole sentir parlare di sindacati, che non ha intenzione di scendere a patti. Sono state fatte numerose proposte di contrattazione riguardo domeniche e festivi, con un nulla di fatto. Qui lavoriamo tutte le domeniche e tutti i festivi, e basta.

Se ti dicessimo “lavorare tutti/e, lavorare meno e a parità di salario e diritti”, cosa penseresti? Ritieni possano essere tra le parole d'ordine unificanti per tutte le lotte presenti sul territorio nazionale?
Che lotte sarebbero, se si dovesse rinunciare progressivamente ad altri diritti? Quelli che i nostri genitori chiamavano Diritti Acquisiti non esistono più, i riposi domenicali e festivi sono un lontano ricordo, gli orari di lavoro vengono stravolti da un momento all'altro... Rinuncerei a qualcosa, se e solo se fossimo davvero tutti a guadagnarci nel breve periodo.

Speri di liberarti da questo lavoro? Se sì, quando pensi che possa realisticamente accaderti di trovare un lavoro migliore?
Non ho mai smesso di cercare altre possibilità, ma il mio contratto a tempo indeterminato fa di me un candidato "pretenzioso", e la mia età non più da apprendistato mi limita ancora di più. Ho esperienze lavorative in vari ambiti, parlo alcune lingue straniere e credo che il mio attuale ruolo non mi rappresenti abbastanza.
Posso anche dire che la continua ricerca di qualcosa di meglio rende più sopportabile il mio attuale lavoro, per cui continuerò a mandare curricula, sperando nel classico colpo di fortuna.

Se ci fosse un supporto dall'esterno, che dimostrasse di essere determinato a sostenervi durante una vertenza, credi che la situazione cambierebbe in meglio? In quali condizioni, invece, ti sentiresti strumentalizzato/a?
Non vedo l'ora che si arrivi di fronte ad una vertenza. Io credo nei sindacati che ci rappresentano, e penso anche che, in ogni caso, un'azione del genere non potrebbe che far bene agli animi di noi colleghi, ormai stanchi di continue promesse mai mantenute. Io credo che nessuno voglia strumentalizzarci, e se ciò dovesse anche accadere, lo accetterei purchè i sindacati riescano ad avere un ruolo attivo in quella che, allo stato attuale, è un'azienda padronale con rapporti di mera sudditanza.

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