Video inchiesta sulla vicenda Agile ex-Eutelia

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E' on-line il video sulla vicenda dei lavoratori appartenenti al gruppo Agile ex-Eutelia.

Lo trovate nella sezione video o in home page oppure sul canale youtube di Clash City Workers.

Diffondete... il video è No-Copyright ;)

In sostegno alla lotta di tutte/i le/i lavoratrici/ori del gruppo Omega che proprio in queste ore stanno presidiando Palazzo Chigi chiedendo al governo delle risposte chiare per la loro drammatica situazione.

PARTE I
PARTE II

Di seguito il testo dell'inchiesta:

Nel Settembre 2008 esplode la crisi economica negli Stati Uniti.
Nel giro di pochi giorno fallisce Lemhan Brothers, la quarta banca d'affari americana, e vengono coinvolti direttamente AIG, la sesta compagnia assicurativa a livello mondiale, e i colossi bancari Merill Lynch, Goldman Sachs e Morgan Stanley.

Il governo USA interviene con nazionalizzazioni e centinaia di miliardi di dollari per salvare banche
Mentre i licenziamenti e la disoccupazione schizza anche in Europa.  
E' l'emblema di una crisi economica che dall'inizio dell'anno sta provocando licenziamenti a        

Siamo nell'estate del 2009 e i media iniziano ad occuparsi della lotta dei dipendenti ex Eutelia.
2000 persone lasciate senza stipendio da un giorno all'altro
Ceduti in blocco ad un'altra azienda di cui si fa fatica a capire la reale proprietà
Giornali e tv liquidano la faccenda come un altra azienda travolta dalla crisi
In realtà come in moltissimi altri casi la "Crisi" non c'entra assoluamente nulla...
Si tratta solo di un pretesto per effettuare operazioni speculative e pesanti ristrutturazioni a fronte di migliaia di persone lasciate per strada
Il tutto con l'unico scopo di massimizzare i profitti
Ma per avere il quadro più chiaro è necessario fare un passo indietro...

Chi sono i lavoratori eutelia?
Qual'è la storia di questa società?
Eutelia nasce come Plug-it nel 1998, un internet service provider locale.
La proprietà è della famiglia Landi, imprenditori aretini fino ad allora impegnati esclusivamente nel business delle finanziarie.
I Landi s'arricchiscono rapidamente con le truffe di 144 e Dialer, quegli odiosi programmini che facevano comporre all'insaputa dell'ignaro navigatore numeri a pagamento.
Balzano così all'onore delle cronache.... giudiziarie
Sopravvivono allo scoppio della bolla speculativa della new economy e così, con 4 soldi, acquisiscono Edisontel, la 4* rete di fibra ottica in Italia.
E nel fratempo il nome cambia in Eutelia
Si susseguono acquisizioni su acquisizioni e l'ascesa nel mondo delle telecomunicazioni sembra inarrestabile...
nel 2005 Eutelia viene quotata in borsa dopo aver assorbito NTS Freedomland.
I Landi non perdono tempo e l'anno seguente, approfittando della condizione di azionisti di maggioranza in Eutelia, mettono in atto la prima truffa.
Attraverso la finanziaria di famiglia Finital entrano in possesso di Bull e, al prezzo simbolico di 1 euro, di ciò che rimane
dell'ex impero Olivetti (Getronix), per un totale di 260 milioni di commesse e 2.900 dipendenti.
Non passa qualche mese che La Finital rivende il tutto ad Eutelia, ovviamente a prezzo maggiorato.
I landi così intascano 12 milioni di euro ai danni degli azionisti di minoranza...
Ma è solo l'inizio: negli anni seguenti continuano su questa strada e attraverso società anonime inglesi, olandesi, svizzere e quant'altro mettono in atto false fatturazioni e cessioni fittizie.
Così facendo distolgono ingenti capitali dal bilancio aziendale che finiscono dritti dritti nelle loro tasche, come sostengono le indagini del pm Rossi della Procura di Arezzo.
Le passività del gruppo aumentano a dismisura e vengono ascritte al ramo IT la cui gestione viene intanto affidata ad un management a dir poco improvvisato.... vengono reclutati i conoscenti di famiglia e gli amici della palestra del rampante Samuele, il rampollo di casa Landi, all'epoca amministratre delegato di Eutelia che diverrà poi tristemente celebre nel Novembre 2009 per l'irruzione squadrista nella sede romana occupata per protesta dai dipendenti.
Nel Giugno 2009 Eutelia, ormai piena di debiti e con le quotazioni del titolo crollate, decide di sbarazzarsi del ramo IT cedendolo ad Agile, una controllata del gruppo fino a quel momento pressocchè inutilizzata.
Contestualmente Agile passa al Gruppo Omega s.p.a. insieme a Phonemedia, un'altra azienda "in crisi", già da mesi in ritardo nei pagamenti ai suoi circa 8000 dipendenti.  
Omega è di proprietà di Pio Piccini, guarda caso anche lui un imprenditore aretino del settore informatico.
Sempre Omega viene a sua volta rilevata da Libeccio, un'immobiliare milanese controllata da due società anonime inglesi, la Restform Limited e la Anglo Corporate Management Limited.
L'operazione viene gestita da due manager specializzati in fallimenti societari: il sardo Sebastiano Liori e il genovese Claudio Marcello Massa.
Anche quest'ultimo in realtà è un'ottimo conoscitore della provincia di Arezzo essendo stato socio in affari di Emo Danesi, celeberrimo braccio destro di un altro aretino illustre, il venerabile maestro della p2 Licio Gelli.
Così, nel giro di qualche mese, i lavoratori Eutelia, da dipendenti della più importante azienda italiana di Information Technology, si ritrovano nelle mani di due misteriose fiduciarie con sede in uno scantinato alla periferia di Londra.
La situazione appare da subito chiara: l'unica volontà è arrivare al fallimento di Omega. Non vengono infatti corrisposti gli stipendi, non vengono pagati i contributi, non vengono rinnovate le certificazioni necessarie a mantenere le commesse pubbliche portate in dote da Agile e, soprattutto, la proprietà si rifiuta di presentare un piano industriale.

Qual è quindi il senso di questa complessa operazione messa in atto sulla pelle dei lavoratori? Chi siede nella cabina di regia di questo mega intreccio societario fatto di scatole cinesi, cessioni di rami d'azienda, fallimenti annunciati?
Per rispondere a queste domande il modo migliore è ragionare su chi da tutto ciò ne trarrà i maggiori benefici.
Tra questi Sicuramente i Landi.
Eutelia infatti, priva del ramo IT, è un'azienda con pochissimi lavoratori, pochi debiti, un buon patrimonio immobiliare e, soprattutto, proprietaria di una delle principali reti in fibra ottica del paese.
Per la cricca aretina diventa quindi estremamente facile piazzarla sul mercato.
Ma allo stesso tempo anche chi comprerà o si associerà con Eutelia farà un ottimo affare dato che le altre dorsali in fibra  esistenti in Italia sono di certo più onerose e di difficile acquisizione.

La fibra ottica è la tecnologia su cui si svilupperà uno dei principali business del prossimo futuro basato sulla convergenza tra telefonia, informatica e televisione.
La necessità di massimizzare i profitti impone infatti alle aziende di telecomunicazione di non potersi limitare alla semplice trasmissione di dati
...e a quelle di media di non potersi più occupare esclusivamente della produzione e della diffusione dei contenuti.
E' in questa cornice che va letta ad esempio la partita aperta sul futuro di Telecom Italia che vede fronteggiarsi due colossi come Mediaset e la News Corporation di Murdoch.
Mediaset in particolare già oggi affida un ruolo centrale alle reti di fibra ottica. il sistema M-Tube di collegamento di tutte le sedi mediaset sul territorio nazionale attraverso le dorsali in fibra, a detta degli stessi manager, ha un ruolo strategico per lo sviluppo futuro del gruppo.
Questo sistema di collegamento rapido consente di risparmiare cifre enormi in fase di produzione e soprattutto permetterà in futuro di poter lanciare la TV On-demand che consentirà agli utenti di scegliere direttamente i programmi da guardare senza essere vincolati ad un palinsesto.
Unico neo del progetto il costo per l'utilizzo delle reti in fibra ottica che rappresenta al momento il 58% del costo totale.

Chiariti attori ed interessi in gioco ritorniamo nello scantinato londinese dove hanno sede le due società anonime inglesi che controllano Omega...
Quando si ricorre a questo tipo di società è chiaro che il proprietario non vuole che il proprio nome risulti collegato all'azienda stessa.
E'altrettanto chiaro però che questa condizione pone dei limiti alla sua normale operatività..
chi farebbe mai affari con un'azienda di un signor nessuno?
Nessuno!
Tranne i proprietari stessi, attraverso altre società da loro controllate
o soggetti vicini...molto vicini..
Non è un caso che con qualche ricerca un pò più approfondita, ricostruendo acquisizioni e partecipazioni, contatti, trascorsi, incrociando date e indirizzi ricorrenti...
si arrivano a scoprire curiose coincidenze!

Cominciamo con l'analizzare nel dettaglio la documentazione disponibile sulle due società in questione...
Dalla banca dati di RegistroImprese.it risulta che la Restform e l'Anglocorporate operano in Italia dal 2002.
In questi anni hanno comprato e venduto diverse società.
Si tratta quasi sempre di immobiliari dal capitale sociale di soli 10.000 euro, le tipiche società usa e getta utilizzate per operazioni di speculazione o riciclaggio.
Scorrendo la lista dei movimenti la nostra attenzione si focalizza in particolare su una di esse... la PF Real Estate s.r.l., che compare in entrambe le società inglesi e che ha un capitale sociale di ben 2 milioni e 10 mila euro, il più alto di tutte.
Approfondendo un poco scopriamo che dal Novembre 2009, quando sui media esplode lo scandalo Eutelia, sia Restform che Anglocorporate si disfano delle proprie partecipazioni in PF Real Estate.
Fino a quel momento questa era controllata, oltre che dalle due società anonime inglesi, dalla Energies of the Future ltd. che ne deteneva anche la maggioranze delle quote.
Guarda caso tutte e tre hanno sede nello stesso stabile...è facile quindi immaginare che dietro ci sia la stessa proprietà.
Ma il dato più interessante è costituito dai nomi degli acquirenti della PF Real Estate:

Giuseppe Renzo Ciocchetti, Andrea Locatelli, Marco Bogarelli

Tutti ex-manager di primo piano di Finistest-Mediaset con la quale continuano tuttora a collaborare.
Siedono nel consiglio d'amministrazione di MilanChannel e gestiscono il brand Milan.
Curano la vendita dei diritti tv del campionato di calcio di serie A e B come rappresentanti in italia della Infront di Blatter.
Un vero scandalo secondo la maggior parte dei commentatori sportivi per il palese conflitto d'interesse dovuto ai loro trascorsi professionali, alle attuali cariche e sopratutto all'amicizia di vecchia data con Silvio Berlusconi.

Nello specifico Marco Bogarelli, insieme al fratello Bruno, controlla InterActive Group ed è socio in affai di Tarak Ben Ammar.
Finanziere franco-tunisino ex-consigliere di amministrazione di Mediaset, Ben Ammar è colui che ha portato i capitali sauditi nel gruppo di Berlusconi
siede attualmente nel consiglio di amministrazione di Telecom e di Mediobanca e da molti cosiderato il vero ministro degli esteri del governo Berlusconi
Ben Ammar è poi proprietario di numerose reti televisive e di un'importante casa di produzione cinematografica tanto da essere considerato uno degli uomini più influenti a livello europeo all'interno del settore delle telecomunicazioni e dei media
Ciocchetti Giuseppe, è anche manager di beeTV, azienda italo-israeliana impegnata nello sviluppo di tecnologie finalizate all'utilizzo interattivo delle tv e la gestione on demand dei programmi televisivi.
Andrea locatelli per 8 anni è stato responsabile dei diritti di acquisto di fininvest e l'anno scorso ha presieduto il comitato organizzatore dei mondiali di boxe 2009 ovviamente trasmessi da mediaset.

Curiosamente chi ha permesso alle due società inglesi di diventare delle scatole vuote, e quindi ad Omega di essere pronta per fallimento, sono proprio personaggi legati a doppio filo ai gruppi imprenditoriali che hanno in questo momento il maggiore interesse a controllare le reti in fibra ottica di Eutelia

Ma non è la sola coincidenza...
Oltre la PF Real Estate un'altra società controllata dalla Anglocorporate ha attirato la nostra attenzione.
Si tratta della Technogest s.r.l., capitale sociale
L'azienda attualmente in liquidazione risulta di proprietà di Gianni Ulivelli e Luigi Panichi.
Il primo è un importante esponente dell'imprenditoria aretina, l'altro un impreditore sempre aretino residente a ravenna .
Fino al 2007 la tecnogest era controllata appunto dalla Anglo corporate e dalla filiale italiana di un importante fondo svizzero costituito anche esso in forma anonima: l'adorno & wyller capital management.
Stranamente proprio l'adorno & wyller magement nel 2007 ha finanziato eutelia per la creazione della rete di telefonia mobile gsm in kossovo.    

Quelli che abbiamo riportato sono solo alcuni degli elementi che ci hanno permesso di capire che tipo di relazioni intercorrano tra Eutelia, le due famigerate società anonime inglesi e alcuni colossi di media e tlc.
Fin da subito nessuna persona dotata di buon senso ha creduto che i Landi fossero completamente estranei ai soggetti che hanno rilevato Agile, ma troppo spesso si è voluto liquidare il tutto come un caso isolato di cattiva imprenditoria.
E’ evidente che i lavoratori Eutelia sono rimaste vittime non di un manipolo di affaristi di provincia senza scrupoli, ma dello scontro attualmente in atto per il controllo del mercato delle telecomunicazioni.
Il tutto è stato possibile proprio grazie al coinvolgimento dei poteri forti del capitalismo italiano all’interno del quale i Landi sono perfettamente integrati.
Come dimostrano i fatti di questi ultimi giorni con lo scandalo fastweb-telecom italia sparkle, l’utilizzo di società anonime estere e di false operazioni di cessione e acquisizione sono pratiche comuni a tutte le grandi aziende del settore.
Coloro che hanno pianificato la cessione di Agile hanno preventivamente curato ogni singolo dettaglio.
La tempistica con cui avvengono le fusioni e i fallimenti delle diverse società è praticamente perfetta come l’ingranaggio di un orologio.
Il personale reclutato per dirigere e condurre in porto l’operazione è costituito da veri professionisti del ramo ed è palese che anche gli aspetti legali sono stati tutti ben ponderati in precedenza. Il contesto in cui si è svolta la vicenda era sicuramente favorevole. In piena crisi economica la vertenza Eutelia facilmente si sarebbe mischiata a tutte le altre attualmente in corso di fatto dissolvendosi.
Quello che però non era stato previsto è stata la rabbia e la determinazione espressa dai lavoratori, la loro capacità di compattarsi e di porre al centro del dibattito politico sindacale il proprio caso.
I dipendenti di Eutelia hanno con la loro azione mostrato a tutti cosa si cela dietro i processi di esternalizzazione e terziarizzazione. Strumenti utilizzati dalle aziende di ogni settore per mascherare licenziamenti di massa, dividere i lavoratori e ridurre i salari.
Per questo una vittoria della vertenza Agile Ex-Eutelia può rappresentare un avanzamento per l'intera classe lavoratrice...