Gli operai Irisbus incontrano il collettivo Fiat Mirafiori!

Ancora una volta gli operai dell’Irisbus ci regalano una preziosa lezione: dopo aver volantinato fuori le scuole con enorme intelligenza, dopo aver  preso la parola a un convegno che vedeva la partecipazione del procuratore Ingroia, dopo essere intervenuti, facendo vivere con forza la loro vertenza, ogni qualvolta i politicanti di turno presentavano i loro sproloqui elettorali nel territorio irpino, oggi sono andati a Torino a incontrare i loro naturali compagni, gli operai di Mirafiori.

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Qui sotto riportiamo il loro bellissimo intervento invitando tutti i collettivi, tutti i gruppi e associazioni politiche e studentesche a ripubblicarlo, a manifestare la loro solidarietà e vicinanza a questa lotta, e a raccogliere il loro invito ad una discussione che va molto oltre la loro vertenza, per ragionare insieme su quale sia l’orizzonte che deve guidarci in ogni nostra vertenza, in ogni nostra protesta, in ogni nostra lotta. UNITI SI VINCE!

 

INTERVENTO INIZIALE DI RESISTENZA OPERAIA IRISBUS ALL'INCONTRO CON IL COLLETTIVO FIAT MIRAFIORI

 

 

Cari compagni e care compagne, siamo molto felici di essere qui oggi per parlare con voi della nostra lotta, che parte dalla depressione del sud e arriva persino qui nella città che per molti è simbolo della Fiat e di tanti suoi amici, siamo felici di essere qui perché per noi questa città invece rappresenta le tante lotte operaie dalle quali prendere esempio, per noi essere qui con il “Colletivo di Mirafiori” vuol dire che non tutto in Italia è perduto, che la questione operaia sta ritornando ad essere tema sentito e centrale di un popolo disorientato e disperso, che c’è ancora la speranza che l’emancipazione della “classe” possa essere non solo desiderata ma anche praticata.

 

Più che raccontarvi la nostra storia, che forse già conoscete o che comunque potrete leggere nelle pagine del libro,vogliamo invece stimolare una discussione e trovare con voi un’ unione che possa liberarci tutti da padroni e padronati. Come avrete letto noi siamo un comitato “auto-organizzato” ci chiamiamo Resistenza Operaia e dal 7 luglio 2011 lottiamo contro un destino di chiusura imposto dalla Fiat e assecondato dai Governi Berlusconi e Monti. Alcuni di noi sono stati iscritti, o sono ancora iscritti ad un sindacato, ma la vicenda che abbiamo vissuto ci ha fatto sentirel’esigenza di svincolarci dalle logiche sindacali perché purtroppo riteniamo i loro accordi, formali e informali, responsabili delle nostre sconfitte. Per questo abbiamo deciso di camminare in autonomia, di auto-organizzarci e di cercare di estendere il conflitto quanto più possiamo, solo così, solidarizzando e ribellandoci potremo raggiungere qualche risultato.

 

Da tempo ormai la lotta di classe è stata dismessa con la complicità dei sindacati che hanno rincorso la concertazione e spento ogni tipo di movimento operaio con la conseguente perdita di tanti diritti dentro e fuori le fabbriche. Ma siamo convinti che purtroppola crescente rassegnazione o il semplice e mortificante “pensare ai fatti propri” abbia portato la perdita di una coscienza di classe necessaria ai nuovi tempi e ai nuovi modi di sfruttamento. Siamo convinti infatti che oggi il conflitto di classe sia più necessario che mai perché la lotta i “padroni” contro di noi non l’hanno mai dismessa. Per questo noi dobbiamo riappropriarci della nostra autonomia, della nostra forza e della nostra collettività, per questo noi dobbiamo ribellarci ora e subito altrimenti andremo sempre più in fondo schiacciati per sempre dalle logiche infami del capitale e del suo mondo.

 

Ci verranno a dire che siamo antichi, che il 900 è ormai finito, che esistono i padroni buoni, ma noi sappiamo che non è così perché i recenti fatti dimostrano il contrario.È antico chi ci porta indietro, chi riduce le conquiste,è antico Marchionne che affronta la crisi dell’auto come si è sempre fatto cioè tagliando sugli operai, è antica la Fiat che propone accordi balordi in cui anche andare in bagno diventa una cosa impossibile, sono antichi i sindacati che ratificano tutto ciò che le aziende propongono, è antica l’idea che il profitto venga prima degli uomini, è antico pensare che bisogna aumentare la produttività e diminuire i salari.

 

Tutto questo è antico.Noi invece vogliamo lottare per il progresso, per il futuro, e per progresso intendiamo il progresso degli uomini, non delle cose. Noi vogliamo lottare contro le logiche di ha rubato il nostro tempo e ne dispone a suo piacere. Noi vogliamo lottare per un mondo più umano. Perciò noi continueremo a resistere finché la nostra fabbrica riapra e si continuino a fare gli autobus necessari per il trasporto pubblico in Italia, ma soprattutto chiediamo a voi di unirci per tentare di rivendicare più diritti e più uguaglianza , vi chiediamo di organizzarci per far sentire la nostra voce contro le delocalizzazioni delle fabbriche e soprattutto per proporre edottenere la riduzione dell’orario di lavoro perché solo lavorando di meno potremo lavorare tuttied è l’unico sistema per far pagare la crisi ai capitalisti e alle banche che l’hanno procurata.

Torino 24 Novembre 2012

Rete Camere Popolari del Lavoro