[Firenze] Gli studenti "strigliano" la Camusso

"Per un lavoro e un'istruzione liberi dal profitto. I diritti non si "meritano", si conquistano!". Può sembrare uno slogan adatto al Ministro dell'istruzione Profumo o al Presidente del Consiglio, ma stavolta il destinatario è stata il Segetario Generale Cgil Susanna Camusso. Presentatasi come relatrice alla Facoltà di Scienze Politiche fiorentina, è stata accolta da striscioni di contestazione e da una raffica di domande scomode.

studenti contestano camusso

Non può non scricchiolare di fronte alle critiche un sindacato che in questa fase "concerta sull’abolizione dei diritti dei lavoratori", per dirla con gli studenti, ri-avendo in cambio il mero riconoscimento formale della propria presenza. Sembra quasi di rivivere il modello corporativo dei tempi del fascismo, quando il sindacato unico si limitava in sostanza al controllo sociale della classe lavoratrice. Se nel '29 le politiche antipopolari del governo fascista erano accettate "per forza e per amore", oggi al sindacato basta "l'amore". Sia come sia, non chiede ormai per i lavoratori nulla in cambio.

La colpa più grave imputata alla Camusso dagli studenti è l'immobilismo sindacale che caratterizza questa fase. La scelta di CGIL di concertare "i sacrifici" vuol dire raccontare la favola secondo cui la classe lavoratrice è corresponsabile del debito pubblico (e privato) italiano e più in generale europeo. Un inganno che si fa ancora più grave quando lungo il resto dell'Europa Mediterranea (Grecia, Portogallo, Spagna) questa lettura viene totalmente rigettata da una opposizione crescente.

La crescita di un movimento popolare forte e organizzato in Italia dipende anche dal successo che deve e può avere una critica serrata al sindacato ed alla sua funzione generale: per dirla in breve, non più controllore delle lotte, bensì elemento propulsore. Abbiamo dunqe ritenuto giusto valorizzare questo piccolo momento di contestazione; sebbene sia stato promosso dagli studenti in un luogo vissuto da studenti, un'aula universitaria, è evidente che la platea sempre in ascolto è potenzialmete molto più ampia

Il comunicato del Collettivo di Scienze Politiche di Firenze

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