Lavoratori delle mense in sciopero in tutta Italia

foto di una mensa semivuota

In tutto il paese le lavoratrici e i lavoratori della ristorazione collettiva hanno incrociato le braccia. Chiedono la garanzia del posto di lavoro in caso di cambio appalto e aumenti retributivi: il contratto del settore, che impiega 80.000 persone, è scaduto nel 2013.

"Il nostro è un lavoro essenziale, e poco riconosciuto" ci racconta la cuoca di una scuola elementare romana "quando vent'anni fa hanno appaltato il servizio mensa nella scuola dove lavoro, a Centocelle, ci hanno chiamato in cinque a fare il lavoro che prima facevano in dieci". Lavoro in appalto ad aziende e cooperative, carenza di personale, bassi stipendi (tanti non prendono più di 5€ netti l'ora), sono le condizioni comuni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

Lo sciopero di oggi è per il rinnovo del contratto collettivo, l'accordo sindacale che una volta serviva a fissare l'asticella degli stipendi e delle condizioni di lavoro sotto la quale un'azienda non poteva scendere. Oggi purtroppo sui tavoli di trattativa dei CCNL è in corso un'offensiva ai diritti dei lavoratori alla quale i sindacati confederali sembrano non voler controbattere, come abbiamo scritto analizzando i contratti dei metalmeccanici, dei chimici, del commercio e dei trasporti.
La trattativa sul contratto del Turismo, sezione Ristorazione collettiva, s'è però interrotta ad inizio dicembre sulle proposte padronali di limitare le tutele sulla conservazione del posto di lavoro in caso di cambio appalto, e sulla diminuzione delle maggiorazioni per lavoro straordinario e supplementare e dei giorni di malattia pagati.

Allo sciopero di oggi indetto da Cgil, Cisl e Uil ha aderito anche la Flaica-Cub che a Roma ha presentato a Confcommercio, in un presidio davanti una delle sue sedi, la propria piattaforma: aumenti salariali di 250€, abolizione degli enti bilaterali, inserimento della clausola di salvaguardia e non applicazione del Jobs Act in situazioni di cambio appalto (l'applicazione dell'art. 18 secondo la norma Fornero è stata già ottenuta in alcune aziende negli scorsi mesi), rigetto dell'accordo sulla Rappresentanza, NASPI di durata non inferiore ai sei mesi per tutti i lavoratori del settore Turismo (qui la piattaforma della Cub).

Lo sciopero ha avuto alte adesioni in tutta la penisola. Nelle maggiori città i lavoratori si sono riuniti in presidio sotto le sedi delle controparti padronali, come a Bologna sotto quella di Legacoop e a Milano sotto quella dell'Angem.
Questo il nostro video girato al presidio della Cub sotto la sede di Confcommercio a Roma:

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