[Roma] Bloccati per ore i magazzini Carrefour

Il blocco davanti ai magazzini Carrefour

Nuovi blocchi ai magazzini di Castel di Leva per la riassunzione dei 7 facchini del Si Cobas lasciati a casa: “torneremo a bloccare fin quando non verremmo riassunti come ci avevano promesso. Ci hanno costretto a firmare un contratto a termine di sei mesi, noi che avevamo anni di anzianità di lavoro, per accedere agli sgravi fiscali collegati al Jobs Act”.

Le lunghe file di camion parcheggiati sulla strada che porta al magazzino Carrefour di Castel di leva, estremo sud del comune di Roma, mostrano che il blocco è riuscito. Una trentina di bilici carichi di frutta e verdura sono stati bloccati dalle 19 di ieri, venerdì, fino all'una della notte. I responsabili dei punti vendita Carrefour, che fanno della disponibilità h24 la loro bandiera, si saranno chiesti come mai il ritardo delle consegne dal loro magazzino principale questa mattina. Questa volta da Castel di Leva non gli avranno potuto dire “ci scusi tanto, l'autista ha trovato traffico”, “mi perdoni il furgone ha forato”, come avevano fatto il 28 dicembre scorso in occasione del primo blocco dimostrativo.

E i facchini sono intenzionati a continuare “non è possibile dopo dieci anni di lavoro essere mandati via così, sono tre mesi che non pago l'affitto. Lui ha due bambini piccoli”. “Ci hanno detto di firmare il contratto a tempo determinato di sei mesi e che poi ci avrebbero riassunto a tempo indeterminato, per avere gli sgravi fiscali connessi al Jobs Act. Il 1 dicembre però 7 di noi sono rimasti a casa, ce l'hanno comunicato per sms il giorno prima”. Un altro episodio di truffa del Jobs Act quindi, un effetto collaterale del doping – cos'altro sono i regali fiscali alle imprese? – deciso dal Governo per far aumentare i contratti firmati dopo la sua riforma del lavoro. “La cooperativa si è sempre comportata male con noi. Un nostro collega è stato licenziato dopo aver portato un certificato in cui il medico consigliava 20 giorni di riposo a causa di un'ernia del disco, effetto di dieci anni di scaricamento di cassette: il nostro è un lavoro duro”.

I sette della Carrefour non sono soli, a scaldarsi con loro attorno al fuoco del picchetto ieri sera c'erano decine di altre persone. Militanti convinti della necessità di ricostruire solidarietà ed organizzazione tra i lavoratori, altri facchini e corrieri che negli scorsi anni hanno ottenuto con la lotta bei miglioramenti delle buste paga e del rispetto dei capi del magazzino. Tra questi c'erano anche i facchini Cedof di Fiano Romano, un'altro magazzino di ortofrutta, questa volta per i supermercati Conad. Ventiquattro di loro, tutti iscritti al Si Cobas, erano stati licenziati dalla cooperativa che credeva così di liberarsi del sindacato. Ma i blocchi degli scorsi mesi hanno costretto l'azienda a rimangiarsi la decisione e lunedì torneranno a lavoro. "Lo stesso pretendiamo che accada anche i per i 7 facchini della Carrefour. l'azienda questa sera ha sicuramente accusato il colpo del blocco notturno e deve capire che la lotta continuerà finché non andrà incontro ai lavoratori!"

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