[I Lavoratori salveranno Roma] Il comunicato degli operatori sociali

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Ripubblichiamo il comunicato seguito al presidio del 1 Luglio dell'Assemblea dei lavoratori e lavoratrici dell'accoglienza di Roma. Fondamentale dare visibilità a questa lotta contro il tentativo da parte dei padroni (in questo caso delle cooperative) di scaricare sui lavoratori i costi dell'ennesima crisi politica romana legata all'inchiesta su “Mafia Capitale”.

Dato che, a detta delle coop, il Comune non pagherebbe più i servizi che gli ha esternalizzato in virtù degli scandali emersi, allora loro non “possono” più pagare gli stipendi! Ancora una volta il “rischio di impresa” si scarica sui lavoratori, come fa giustamente notare una di loro ai microfoni di Radio Onda Rossa. Dimenticano però che il salario è un diritto e hanno trovato lavoratori pronti ad affermarlo con la lotta!
Una lotta quindi importante in un momento in cui il sistema prova a darsi una ripulita mettendo in galera qualche delinquente più visibile, senza mettere in discussione le sue fondamenta marce. Per questo è importante rivendicare, come già stanno facendo -tra gli altri- i lavoratori della Multiservizi, una clausola sociale che eviti che nel riciclo del sistema gli unici ad essere “rottamati” siano quelli che hanno già pagato!

La mafia è il profitto, lo sfruttamento, l'oppressione. L'antimafia è la lotta per un salario degno, per la casa, per l'uguaglianza!

Si veda anche: http://www.romatoday.it/politica/protesta-lavoratori-centri-accoglienza.html


COMUNICATO PRESIDIO 1 LUGLIO 2015
-ASSEMBLEA DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI DELL’ACCOGLIENZA-

Oggi 1 Luglio 2015 alle 10:00 in Viale Manzoni 16 si è tenuto il presidio organizzato da ALA, Assemblea dei lavoratori e delle Lavoratrici dell’Accoglienza, sotto l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma, per rivendicare:

- il pagamento immediato degli stipendi arretrati da parte delle cooperative, insieme al rispetto dei nostri contratti e delle mansioni che il nostro inquadramento prevede;

- un sistema di trasparenza per cui sia visibile a tutti quando avvengono e a quanto ammontano i pagamenti del comune alle cooperative;

-l’inserimento di una clausola nei nuovi bandi di gara per appalto dei servizi di accoglienza per la quale sia interdetto l’accesso al bando stesso da parte delle cooperative che non rispettano i diritti dei lavoratori;

-l’ introduzione della clausola di salvaguardia sociale, per evitare che i lavoratori paghino per la corruzione delle cooperative;

- Il costituirsi da parte dell’istituzione come garante per il rispetto dei diritti dei lavoratori, in particolare sul tema dei pagamenti e delle tutele sanitarie;

-la definizione puntuale di un mansionario dell’operatore dell’accoglienza, che restituisca dignità al lavoro che svolgiamo e tuteli competenze e diritti;

- l’apertura di un Tavolo interistituzionale composto da Assessorato alle Politiche Sociali, Comune di Roma, Prefettura e Servizio Centrale per discutere e proporre alternative a questo sistema di accoglienza.

Il presidio è stato partecipato da diversi operatori dei centri e da molte realtà solidali che si occupano di diritti dei migranti e di lavoro, con le quali è in atto una proficua collaborazione una riflessione collettiva.
Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal Capo Segreteria dell’Assessorato, data l’assenza dell’assessore, con il quale sono stati discussi diversi dei punti dell’appello. E’ stato ottenuto l’impegno per iscritto per un incontro con l’Assessore Danese che avverrà domani, in cui come ALA ribadiremo le richieste portate all’attenzione dell’Istituzione già ad Aprile. Il nostro scopo sarà cercare di ottenere una data precisa per la convocazione del tavolo con le istituzioni, con l’obiettivo di avviare un discorso concreto di ripensamento radicale dell’accoglienza che veda i lavoratori e i migranti come protagonisti attivi di questo processo.
Teniamo a specificare che ALA è un percorso autorganizzato e non accetta strumentalizzazioni da parte di aree politiche o sigle sindacali.
La giornata di oggi è stata un’importante momento del nostro percorso ed una presa di parola di una parte fondamentale del sistema di accoglienza che di solito passa in sordina. Non ci fermeremo fino a quando non otterremo risposte chiare e una presa di responsabilità da parte del Comune di Roma rispetto alla tutela dei nostri diritti e dei nostri posti di lavoro.

Rete Camere Popolari del Lavoro