[Carrara] Un'altra giornata di lotta ai Nuovi Cantieri Apuania

Corteo dei lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuana

La seconda giornata di picchetti davanti ai cancelli di NCA si è conclusa in maniera sicuramente positiva sia in termini di partecipazione che di risultato ma non vede certo diminuire la tensione tra lavoratori e azienda.

La mattinata è iniziata con un picchetto molto gremito fin dalle 7 della mattina e, nonostante il fronte interno non sia ancora compatto portando alla defezione di alcuni lavoratori, la partecipazione allo sciopero e al corteo è stata alta e, soprattutto, è stata chiara la loro determinazione nel momento in cui i carabinieri hanno deciso di forzare il blocco per far entrare alcuni impiegati.

Ampliare la consapevolezza delle dinamiche in atto e delle reali intenzioni della proprietà è in questo momento il primo punto su cui lavorare all’interno dei Cantieri perché, al di là della mobilitazione in corso per il reintegro di 3 operai licenziati e il ritiro dei provvedimenti nei confronti di 2 RSU su 3, i problemi da affrontare sono molto più profondi.
La situazione attuale vede una proprietà che, appoggiata dall’amministrazione, pensa di poter utilizzare il ricatto del posto di lavoro, in un territorio in grave crisi occupazionale, per disfarsi di sindacato, diritti e garanzie. Da quando Costantino, nel 2012, ha rilevato gli storici cantieri di Carrara oltre la metà dei lavoratori è rimasto quasi costantemente in cassa integrazione, tra questi chiaramente i più politicizzati a partire dalle RSU, mentre nel frattempo si dava sempre maggior spazio nelle varie fasi di lavorazione alle ditte esterne, micro imprese con contratti a volte anche mensili, in cui il livello di sindacalizzazione e le possibilità contrattuali sono praticamente zero. Come è evidente ciò non può essere frutto di scelte casuali ma indica la chiara volontà di eliminare ogni forma di conflittualità interna, in uno stabilimento come i Cantieri che negli ultimi 10 anni ha espresso forti mobilitazioni, culminate nel 2009 con il blocco per oltre 10 giorni di una nave pronta per il varo.

L’atteggiamento del patron Costantino si è svelato con gli ultimi provvedimenti, apertamente antisindacali, ma basta fare due chiacchiere con qualunque operaio (NCA o ditta non cambia) per capire il clima che si respira quotidianamente all’interno. Tra i dati positivi di queste giornate va infatti rilevata la risposta degli operai delle ditte esterne che pur non partecipando agli scioperi si sono dimostrati consapevoli della loro importanza e solidali, la loro situazione è infatti la più difficile e raggiungere una saldatura tra questi due segmenti di lavoratori deve essere uno degli obiettivi per il prossimo futuro. Lo sfruttamento, il ricatto e la quasi completa mancanza di sindacalizzazione li rende l’anello più debole di questa catena ma la controparte è per tutti la stessa: un azienda che con arroganza vuole imporre i propri interessi e nient’altro, che addirittura non paga le ditte stesse tenendole così ancora più legate alla propria permanenza sul territorio, disposte a qualunque cose per una nuova piccola commissione.

Dall’altro lato c’è ancora chi dai giornali e nell’opinione pubblica cerca di difendere la proprietà, vedi il segretario CISL Figaia, e il sindaco Zubbani (al suo secondo mandato) che, quando ieri ha relazionato ai lavoratori in presidio l’esito dell’incontro con Costantino, è partito confermando la correttezza della scelta di questo imprenditore, la soddisfazione per gli investimenti fatti, ha rivendicato le facilitazioni che gli ha concesso e, solo in fondo, ha ammesso la necessità di vedere riconosciuto il ruolo del sindacato e i diritti dei lavoratori! Portando come miseri risultati il congelamento di un dossier, preparato dai legali dell’azienda contro i lavoratori e pronto per essere spedito a Roma, e quello delle lettere disciplinari verso le RSU, tentando così anche di dividere il fronte della mobilitazione con trattamenti diseguali, nessuna garanzia infatti per i licenziati la cui posizione sarà però ridiscussa il 2 settembre quando Costantino incontrerà finalmente sindacati e RSU, un incontro chiesto all’indomani dei licenziamenti e per il quale si deve ancora attendere. La facilità con cui il sindaco garantì a Costantino l’edificabilità di lotti bloccati da anni non ha trovato riscontro quando le garanzie riguardano la vita e il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.

Striscione c.s.o.a. CASA ROSSA al corteo dei Nuovi Cantieri ApuanaAl tiepido atteggiamento dell'amministrazione nei confronti dell'azienda va comunque contrapposta la grandissima determinazione dei lavoratori NCA e dei numerosissimi solidali presenti ai picchetti che hanno saputo resistere sia agli attacchi dei provocatori interni che delle forze dell’ordine, ma soprattutto la capacità e il merito di aver realizzato un altro importantissimo risultato: generalizzare una lotta che sarebbe potuta rimanere, indebolita, esclusivamente interna ai NCA e che invece ha visto la partecipazione nei vari presidi di una buona parte di cittadinanza, di realtà politiche differenti e dei lavoratori di altre aziende della provincia.

In conclusione registriamo i primi risultati e ci prepariamo alle prossime tappe.
Innanzitutto i richiami disciplinari che avrebbero portato al licenziamento delle due RSU sono stati congelati insieme all'impegno preso dalla NCA di ridiscutere i precedenti licenziamenti, poi le posizioni espresse dall’assessore regionale Simoncini, che i rappresentanti sindacali hanno incontrato nel pomeriggio, il quale oltre a dichiarare inaccettabile il comportamento di Costantino ha chiesto un tavolo presso il Ministero per verificare i piani aziendali fino al 2015.

Il prossimo appuntamento quindi rimane, per ora, il tavolo del 2 settembre che però rischia di essere disertato dai sindacati: la FIOM, infatti, pretende che vengano ritirati tutti i provvedimenti prima dell'incontro perché solo in questo modo le due parti potranno discutere in modo paritario e non, come dichiarato nel loro comunicato stamani, “con una pistola alla tempia”.
Certo non possiamo parlare ancora di vittoria, però vediamo incrinarsi la corazza di arroganza del direttivo aziendale, dimostrato che anche il “gigante NCA” di fronte ad una lotta compatta e ben organizzata può iniziare a vacillare e che le lotte sociali, se ben condotte e determinate, possono portare ad una vera e propria vittoria. Dobbiamo prendere esempio da queste giornate e comprendere che una connessione tra le varie lotte all'interno del mondo del lavoro non è solo possibile ma anche efficace. Noi saremo con loro in ogni momento di mobilitazione e invitiamo tutti i solidali e simpatizzanti a prendervi parte perché soltanto uniti si vince e i diritti di uno sono quelli di tutti!

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