Imola, contestato il ministro del Lavoro Poletti

Volentieri pubblichiamo il comunicato del Centro sociale autogestito Brigata 36 di Imola, uno dei tanti gruppi di compagne e compagni volenterosi che abbiamo incontrato nel nostro lungo e tortuoso giro di presentazioni, che sabato 17 maggio ha contestato il Ministro del Lavoro Poletti.

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Già durante la nostra presentazione si era sparsa la voce che il Ministro del Lavoro Poletti sarebbe stato ad Imola il giorno successivo, ossia sabato 17 maggio. Il suo non sarebbe stato un semplice comizio, perché ad Imola Poletti ci è nato: bisognava accarezzare i lavoratori della propria città natale, dove non mancano situazioni di crisi come quella della Cooperativa Ceramica di Imola, per racimolare voti in vista delle Europee e delle Comunali.

All’appuntamento pubblico nel Prato della Rocca non sono mancati i compagni di Brigata 36, che hanno teso uno striscione e distribuito il volantino riportato di seguito. Il pregio delle loro parole sta nel collegare con semplicità e chiarezza l’attacco che subiscono milioni di disoccupati e lavoratori all’emergenza abitativa: bisogna andare a ricercare le cause della morosità incolpevole, dell’incapacità di pagare l’affitto, fin dentro i posti di lavoro.

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Di seguito il comunicato del C.s.a. Brigata 36

CON RENZI E POLETTI PIÙ PRECARI E MENO TETTI
Come c.s.a. Brigata 36 oggi, sabato 17 maggio, siamo qui a esprimere la massima contrarietà al ministro del lavoro Poletti ed al Governo che rappresenta e che riteniamo responsabile del malessere di milioni di persone.
Questo luogo, il fossato della Rocca, è, per la nostra città, il campo di battaglia simbolico della lotta per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Infatti, da quattro anni, ospita ad ogni primo maggio, la Coppa del Precario, una giornata di sport e socialità ma soprattutto una giornata di denuncia contro il continuo peggioramento delle condizioni lavorative.
Il “Jobs Act” recentemente approvato e voluto dal Governo Renzi sotto la guida del ministro Poletti, permettendo di estendere i contratti a termine senza causale fino a 3 anni e lasciando comunque la possibilità di licenziare il lavoratore o la lavoratrice una volta terminato il rapporto, rende la precarietà una condizione di vita.
Poletti oltre che ministro della precarietà è il simbolo di quel mondo delle cooperative sempre più responsabile di situazioni di sfruttamento e di casi di corruzione. Lo abbiamo visto con i lavoratori della logistica licenziati e sfruttati alla Granarolo e all’Ikea, con i dipendenti sottopagati della Coopservice, o con le vicende legate ad Expo che hanno coinvolto il colosso Manutencoop e l’imolese Cefla.
Non riteniamo che il Jobs Act possa essere in alcun modo utile a risolvere il dramma della disoccupazione, sia sul piano nazionale che su quello locale, che pure vede numerose situazioni di criticità come la Cooperativa Ceramica di Imola dove i lavoratori si trovano in grave situazione di precarietà.
Come tutti sappiamo, la precarietà, la disoccupazione, i bassi salari, sono una delle cause che oggi in Italia determinano l’emergenza abitativa. Il governo, di cui Poletti fa parte, ha in questi giorni approvato un decreto legge che, ben lungi dal risolvere il problema, favorisce il trasferimento di risorse pubbliche nelle mani dei privati, criminalizzando chi, non avendo altra possibilità, è costretto ad occupare abusivamente un alloggio (tra l’altro l’art. 5 di questo decreto contiene palesi indizi di incostituzionalità).
È per questo che ci siamo sentiti in dovere di ribadire che chi precarizza e sfrutta non è il benvenuto, che non abbiamo intenzione di tollerare chi continua, a colpi di fiducia, a sopprimere i diritti delle persone e come sempre continueremo ad autorganizzarci perchè tutte e tutti abbiano casa, reddito e dignità.

csa Brigata 36

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