[Marcianise - CE] Ixfin: arriva la fine? Negato il rinnovo della cassa integrazione, i lavoratori tornano a mobilitarsi

Li abbiamo visti coinvolti in una nuova giornata di lotta lo scorso 23 luglio: erano circa un centinaio di lavoratori e lavoratrici, che con determinazione hanno bloccato i caselli autostradali in entrata ed in uscita all’altezza di Caserta Sud, paralizzando il traffico della A1 per diverso tempo.

Perché tornare a far luce su questa vertenza? Perché ora?

blocco dell'autostrada A1 dei lavoratori ixfin

La risposta la ritroviamo nel breve messaggio che segue: la voce di un lavoratore dell’Ixfin che ci spiega tutta la gravità della loro situazione, il possibile epilogo di una vicenda che si trascina dal 2006, anno del fallimento dell’azienda. Da allora il rinnovo della cassa integrazione è stato strappato diverse volte e proprio grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici, per niente disposti alla rassegnazione davanti al rischio della perdita del proprio posto di lavoro. Tuttavia l’ultima scadenza, quella del 30 giugno scorso, potrebbe essere stata quella definitiva: il tribunale di Napoli ha infatti negato il rinnovo degli ammortizzatori sociali e della mobilità per i 510 dipendenti. Ora non resta che provare a scrivere un diverso epilogo: per quanto il tempo stringa e la stanchezza di 7 anni di lotta si faccia inevitabilmente sentire, i lavoratori non sembrano affatto disposti a mollare il colpo. A loro va la nostra massima solidarietà.

“Si arriva forse all’epilogo più drammatico ed inaspettato. Il giudice delegato al fallimento, con una decisione inattesa, nega la prosecuzione della cassa in deroga e addirittura la riapertura dei termini per la iscrizione in mobilità di 510 lavoratori.
Ufficialmente il motivo è che i licenziamenti intimati il 31 dicembre 2012 sono, a detta della curatrice fallimentare, Avv. Sellitti, e del consulente incaricato, efficaci e definitivi ed ogni spostamento dei termini del licenziamento creerebbe al fallimento un danno economico derivante dalla necessità di pagare i TFR ai lavoratori. Circostanza che è sempre stata presente e che l’INPS ha confermato. Non è quindi un problema di oggi.

A mio avviso il giudice si assume una responsabilità enorme nella sua decisione di porre la parola fine alla vicenda IXFIN, che molti soggetti imprenditoriali e politici, interessati ai cospicui fondi del Piano di Azione e Coesione vedono molto di buon occhio.
La domanda è allora: “Perché il giudice e non i politici fanno questo?” Forse perché sarebbe troppo impopolare. E troppo smaccatamente scoperto nei suoi motivi. Intanto questa decisione arriva su lavoratori stremati da 7 anni di lotte e ostacoli.

Ce la faranno stavolta a spegnere questa voce di dissenso? Visto anche che i tempi sono strettissimi e che il giudice sarà fuori sede dal 3 agosto?
Un saluto”

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