Amazon - Controllo e sfruttamento internazionale

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Storie sulle orribili condizioni dei lavoratori nei magazzini Amazon si raccontano da anni: le temperature nei magazzini sono estreme, con alcuni lavoratori costretti a lavorare sotto lo zero, altri con alle spalle giorni in cui la temperatura era intorno ai 38 gradi, altri ancora in lacrime per non essere stati in grado di rispettare i brutali ritmi richiesti e quindi molestati fino alle lacrime.

Adesso possiamo aggiungere un'altra vergogna alla lista, giunta l'altroieri da parte della Corte Suprema degli USA, che ha deciso all'unanimità che è legale per i lavoratori dei magazzini Amazon non essere pagati per una porzione della loro giornata lavorativa.
Al termine di lunghi ed estenuanti turni ai magazzini, Amazon richiede che i lavoratori passino attraverso un controllo di sicurezza per assicurarsi che nessuno abbia rubato niente. Poichè Amazon non assume abbastanza personale addetto alla sicurezza, questi controlli aggiungono circa 25 minuti in più al turno di ciascun addetto. I lavoratori hanno fatto causa, sostenendo che secondo il Fair Labor Standards Act (FLSA), la compagnia che li assume per lavorare nei magazzini Amazon è obbligata a pagarli per il tempo speso nei controlli di sicurezza.

I magazzini Amazon restituiscono un'estrema efficienza e conoscenza di dove ciascuno dei milioni di pezzi è in ogni dato momento. Per Amazon, la possibilità di un furto sarebbe molto più dannosa che per la maggior parte dei rivenditori, perchè Amazon usa un sistema di “immagazzinamento caotico”. In questo sistema, i pezzi non sono collocati per categorie, ma piuttosto in un modo apparentemente casuale basato sullo spazio vuoto sugli scaffali. Se un pezzo non può essere trovato usando uno scanner (parliamo ad esempio dell'effetto di un furto) non esiste una semplice procedura alternativa e la famosa efficienza di Amazon ne soffrirebbe.

Amazon è così preoccupata dei furti non solo per la perdita monetaria, ma anche perché il furto rallenta l'efficienza del magazzino – una pietra miliare nel loro modello di business. Così se il furto è è un problema tanto più grande quanto più l'impresa se ne fa carico, esso danneggerebbe seriamente l'efficienza di Amazon, almeno quanto dei coltelli appuntiti potrebbero danneggiare il confezionamento della carne.

La decisione della Suprema Corte crea un pericoloso precedente che attacca il diritto del lavoro negli Stati Uniti. Finora era considerato lavoro ogni “attività principale” di una funzione, definendo “principale” come “integrale o indispensabile”. In questo caso, se Amazon obbliga i lavoratori a un controllo che dura 25 minuti, questa attività è “indispensabile” al lavoro che quelle persone realizzano.
Da questo momento altre imprese che considerino che i propri lavoratori non stanno lavorando, ma che contemporaneamente li obbligano ad essere presenti sul posto di lavoro possono usare questa decisione della Suprema Corte per non pagare il salario. Per assurdo, che fare allora se un commesso non vende perchè non ci sono clienti nel negozio? E se un macellaio sta affilando i coltelli? E se un operatore di call-center sta in attesa di chiamate?
Se il Trattato Transatlantico (TTIP) sarà applicato, questa regola potrà essere estesa anche in Europa. Un ragione in più per rifiutare questo accordo fatto all'insaputa delle popolazioni.
La decisione della Suprema Corte, comunque, non sorprende. Contro questi lavoratori Amazon, che forse svolgono uno dei peggiori lavori in America, c'è stata un'alleanza di alcune delle più grandi corporations nazionali, la National League of Cities, la National Association of Counties e il governo degli Stati Uniti.
Questa alleanza di affari e politica ha aperto la strada per accresciuti abusi ai danni dei lavoratori e furti di salario. Non c'è niente che possa fermare Amazon ed altri rivenditori dal provare a guadagnare più soldi non assumendo staff di sicurezza e rendendo l'attesa dei lavoratori più lunga. Ora, dopo una lunga giornata di lavoro che spacca la schiena, questi lavoratori possono anche aspettare un'ora per un controllo di sicurezza – controllo che la stessa corte ha ritenuto inessenziale.
Niente che li possa fermare? Forse no!

In Germania i veri operai del Natale hanno indetto uno sciopero di tre giorni perché Amazon non riconosce l'accordo collettivo di lavoro dei lavoratori dei magazzini, e per questo motivo queste persone ricevono meno di tutti gli altri del settore.

Si tratta di 9000 persone che lavorano per Amazon in Germania e questa interruzione può porre in pericolo l'arrivo dei regali per Natale ai consumatori.

Amazon, intanto, dice che gli oggetti saranno consegnati in tempo e rifiuta di negoziare con i lavoratori. Non è la prima volta che il sindacato tedesco Ver.Di. Sciopera contro questa multinazionale che ha una pessima storia relativamente al rispetto dei diritti dei lavoratori.

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