[Svizzera] Da Ginevra: Respinti gli attacchi alle condizioni di lavoro e ai trasporti pubblici – per il momento!

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Pubblichiamo un aggiornamento della lotta dei lavoratori dei trasporti di Ginevra, inviatoci dai compagni della "Netzwerk Arbeitskämpfe” (Rete delle lotte operaie).

Le mobilitazioni delle ultime settimane, la minaccia dello sciopero a tempo indeterminato che sarebbe dovuto partire il 4 dicembre, hanno fatto sì che i lavoratori guadagnassero terreno e costringessero la direzione del TPG (Trasporto Pubblico di Ginevra) a ritirare il piano inizialmente previsto. Quindi niente licenziamenti, niente cambiamento del trattamento pensionistico, niente revisione dei meccanismi di aumenti salariali. Insomma, una vittoria. Tuttavia, i tagli al bilancio non fanno presagire nulla di buono per il futuro. I lavoratori non potranno sedersi sugli allori...

La vertenza nei Trasporti pubblici di Ginevra (TPG) si è accesa attorno al peggioramento delle condizioni di lavoro e dei servizi agli utenti. Con uno sciopero di un giorno, il 19 novembre 2014, i lavoratori hanno fatto sentire la loro determinazione nel respingere gli attacchi. I lavoratori TPG, sostenuti dal sindacato del personale dei trasporti (SEV), avevano annunciato ulteriori misure di lotta per il 4 dicembre, quando il parlamento ginevrino si sarebbe pronunciato sul nuovo contratto di prestazione 2015-2018, così come sul nuovo budget per i TPG. Dall'altra parte, il Consiglio di Stato di Ginevra e la direzione TPG avevano offerto delle negoziazioni solamente nel caso fosse garantito un servizio minimo dei trasporti pubblici.

Il rischio dello sciopero del 4 dicembre ha forzato le "parti sociali" – cioè il sindacato e la direzione TPG – a sedersi ad un tavolo. Durante due giorni di negoziazioni si è cercato di trovare una soluzione al conflitto. Il 3 dicembre, alle ore 18.30, il sindacato SEV ha annunciato di aver trovato un "accordo di qualità" che veniva sottoposto in assemblea dei lavoratori il 4 dicembre alle 3 del mattino, all'inizio del turno lavorativo. È proprio in quel voto che si manifesta il ritorno della vertenza TPG negli schemi abituali di "partenariato sociale": Il sindacato e la direzione TPG annunciavano in comune: "Senza grandi sorprese, lo sciopero dovrebbe essere sospeso."

E così, il mattino del 4 dicembre 2014, i lavoratori hanno accettato all'unanimità meno un voto l'accordo che prevede i punti seguenti: la garanzia che non ci saranno licenziamenti legati al nuovo contratto di prestazione fino al 2018; il mantenimento dei posti di lavoro per il 2015, compresa la sostituzione delle partenze legate al pensionamento; il mantenimento dei meccanismi d'aumenti salariali durante la carriera professionale; il mantenimento degli accordi e dei "vantaggi" per i pensionati TPG. In più, il sindacato SEV e i TPG s'impegneranno a migliorare le condizioni di lavoro degli autisti, specialmente per quel che riguarda le pause al capolinea. Accettando l'accordo, i lavoratori TPG comunque non hanno deciso di rimanere colle mani in mano. Per mantenere alta la pressione sui politici, i lavoratori hanno partecipato alla manifestazione intercategoriale e intersindacale davanti al parlamento cantonale durante il voto sul budget per i servizi pubblici.

Come giudicare allora l'andamento della vertenza TPG?
A livello materiale, l'accordo raggiunto rispecchia la difesa determinata delle condizioni di lavoro e salariali dei lavoratori TPG e perciò deve essere letto come una vittoria di tappa importante. In più, durante tutto il periodo di mobilitazione iniziato con lo sciopero del 19 novembre, il legame solidale tra i lavoratori si è intensificato e le esperienze fatte serviranno da arma per delle ulteriori vertenze.

Ma la decisione di rinunciare ad una seconda giornata di sciopero il 4 dicembre pone alcune questioni. L'annuncio di "ulteriori misure di lotta" dopo il 19 novembre era legato al fatto che il parlamento del cantone di Ginevra si riuniva ad inizio dicembre per votare il nuovo contratto di prestazione tra lo Stato di Ginevra e i TPG. Questo documento fissa gli obiettivi da raggiungere per i TPG e le sue risorse economiche per gli anni 2015-2018. In un referendum popolare votato nel mese di maggio, una riduzione delle tariffe per gli utenti è stata accettata, cosa che porta ad un ribasso degli introiti che il Consiglio di Stato non intende compensare con ulteriori spese. In altre parole: Il budget deciso dal parlamento non prevede altri soldi per i TPG, così che i risultati delle negoziazioni tra il sindacato e la direzione TPG (statu quo a proposito di posti di lavoro e salari) e il nuovo contratto di prestazione 2015-2018 accettato dal parlamento il 4 dicembre (budget TPG ridotto) sono in contraddizione tra di loro.

Rete Camere Popolari del Lavoro