[Svizzera] Da Ginevra: i trasporti pubblici non si toccano!

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Il peggioramento dei servizi pubblici è un dato con cui fare i conti. Non solo a livello italiano, ma, quanto meno, europeo. Un peggioramento che vuol dire un attacco diretto ai lavoratori di quei servizi ed indiretto agli utenti.

Si pensi al ramo trasporti: gli attacchi cui sono sottoposti i lavoratori di autobus, treni ed aerei si ripercuote anche sulla qualità del servizio di cui possono usufruire tanti lavoratori di altri settori, disoccupati, studenti, pensionati.

A Genova la situazione continua ad essere esplosiva. Proprio ieri una nuova manifestazione di protesta dei lavoratori dell’AMT, in occasione del voto al consiglio comunale, contro la disdetta del contratto integrativo e il rifiuto del Comune di ripianare i debiti dell’azienda. La manifestazione ha dovuto fare i conti con un consiglio comunale blindato, perché aveva deciso di tenere la seduta a porte chiuse, e protetto da un immenso spiegamento di forze dell’ordine.
E nel resto della penisola la situazione rimane apparentemente calma, ma in più casi abbiamo avuto la dimostrazione della possibilità di esplosioni improvvise e violente.
Al di là del confine, in Svizzera, pare che siano in atto strategie simili a quelle già viste in azione in Italia, da parte dei governi nazionali e locali.
Pubblichiamo di seguito un report dei compagni della "Netzwerk Arbeitskämpfe” (Rete delle lotte operaie), che ci racconta della lotta dei lavoratori a Ginevra. Tra tante somiglianze con la situazione italiana, sottolineiamo quella che ci pare essere un’importante differenza: l’amministrazione ha infatti deciso di portare avanti contemporaneamente un attacco al salario dei dipendenti del trasporto pubblico, accompagnandolo ad una riduzione delle tariffe per gli utenti (sebbene contestuale ad un peggioramento del servizio). In Italia, spesso l'attacco ai lavoratori è andato di pari passo sia col peggioramento del servizio sia con l'aumento delle tariffe a carico degli utenti. L'amministrazione di Ginevra con questa mossa ha un obiettivo chiaro: dividere il fronte, separare i lavoratori del trasporto dagli utenti. Per ora, la manovra non è riuscita. Domani potrebbe essere proclamato un altro sciopero, dopo quello del 19 novembre. Stavolta potrebbe essere a tempo indeterminato.
Ci associamo ai compagni della Netzwerk Arbeitskämpfe nel loro invito di sostenere la lotta di questi lavoratori e di costruire solidarietà – aggiungiamo noi – anche al di fuori dei confini della Svizzera.

Il 19 novembre 2014, i lavoratori dei Trasporti pubblici di Ginevra (TPG) hanno organizzato, insieme al sindacato del personale dei trasporti (SEV), una giornata di sciopero contro i tagli delle prestazioni dei trasporti pubblici e la soppressione di 131 posti di lavoro. Per il 4 dicembre è annunciato un nuovo sciopero, ma questa volta a tempo indeterminato.

L'austerity come risposta alla crisi di valorizzazione del capitale non tocca solo le grandi economie ed i paesi periferici del sud-est dell'Europa. La Svizzera, anche se non membro dell'Unione Europea e senza avere la moneta unica, è parte integrante dell'economia europea. E così le risposte dello stato e del capitale per risolvere la crisi sono simili a quelle di altri paesi. La mobilitazione dei lavoratori dei trasporti pubblici di Ginevra ne è un esempio.

Il Consiglio di Stato del cantone di Ginevra ha messo in piedi un nuovo contratto di prestazione 2015-2018 con i Trasporti pubblici di Ginevra. Questo contratto prevede la soppressione di 131 posti di lavoro (63 licenziamenti diretti), il blocco dell'indicizzazione dei salari per quattro anni, cosi come la soppressione di certe acquisizioni sulle pensioni. In più sono previsti dei tagli di prestazioni per gli utenti (riduzione delle frequenze, raccorciamento di certe linee ecc.). Per dividere lavoratori ed utenti dei trasporti pubblici, il Consiglio di Stato vuole ridurre le tariffe per i trasporti pubblici. Ma la reale causa degli attacchi è il programma d'austerità che il governo ha annunciato all'inizio della nuova legislatura, vale a dire la riduzione della spesa pubblica di un milliardo di franchi – chiaramente a spese dei lavoratori e degli utenti dei servizi pubblici.

I lavoratori scrivono nel loro volantino: „Già oggi il personale dei Trasporti pubblici di Ginevra è sottodimensionato e lavora sotto forti pressioni. Lo sviluppo della rete negli ultimi anni si è fatto a spese dei lavoratori, per esempio il tempo di lavoro è stato continuamente esteso senza limiti. Il risultato: il personale è stanco ed il tasso d'astensione è aumentato notevolmente. Questo è un indicatore di un grave problema: la salute dei lavoratori si degrada e la sicurezza degli utenti è colpita.“

Il 19 novembre 2014 i lavoratori TPG ed il sindacato SEV decidono di indire una giornata di sciopero per aumentare la pressione sul Consiglio di Stato e costrigerlo a ritirare il nouvo contratto di prestazione. Un macchinista della TPG e membro del sindacato spiega la giornata di mobilitazione: „Il bilancio è estremamente positivo: neanche uno dei 434 veicoli della TPG è uscito quel giorno. Tutti i lavoratori hanno partecipato a questo sciopero esemplare. Il Consiglio di Stato ha tentato di delegittimare lo sciopero, dicendo pubblicamente che lavoratori e sindacato hanno fatto pressione sui colleghi che non volevano scioperare. Ma nessun lavoratore si è messo al volante. La pressione è venuta dalla direzione! Noi le cose le abbiamo fatte seriamente e nell'interesse di tutti i lavoratori. Il movimento ha anche ricevuto un largo sostegno da parte degli utenti dei trasporti pubblici.“

Il Consiglio di Stato ha minacciato i lavoratori: senza la garanzia di un servizio minimo dei trasporti pubblici non ci saranno negoziazioni. Per il momento il movimento è abbastanza forte per respingere gli uteriori attacchi da parte del Consiglio di Stato. Il 4 dicembre il parlamento cantonale voterà il nuovo contratto di prestazione. Il 27 novembre una manifestazione per le strade di Ginevra ha rafforzato il movimento. Per il momento, il Consiglio di Stato non ha risposto alle rivendicazioni dei lavoratori. Se la situazione rimarrà così, delle nuove misure di lotta saranno decise fino al 4 dicembre. Un nuovo sciopero è possibile, ma questa volta a tempo indeterminato.

Per il momento, la vertenza TPG esce chiaramente dagli schemi abituali di „partenariato sociale“: i lavoratori TPG non accettano nessun ricatto da parte dei loro padroni ed il sindacato li sostiene pienamente nelle loro rivendicazioni. Proprio per questa ragione è importante continuare a sostenere la loro lotta e costruire la solidarietà nelle altre città della Svizzera.

Rete Camere Popolari del Lavoro