[Napoli] Presidio a Leroy Merlin di Afragola. Il 1 Maggio non si lavora!

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Il Primo Maggio in Italia è una ricorrenza ogni anno più ipocrita: perché a sempre più gente è negato il lavoro, perché i governi che si sono succeduti in questi anni stanno provando a distruggere i diritti che abbiamo conquistato con tante lotte, perché i sindacati confederali hanno snaturato questa giornata in una festa della musica, perché molti lavoratori hanno perso completamente il diritto al riposo nei giorni festivi, compreso appunto il 1° maggio.

Il Primo Maggio a Napoli, dalle ore 10:00, saremo in presidio con altri lavoratori e con l'USB davanti il punto vendita di Leroy Merlin ad Afragola, davanti a uno di quei centri della Grande Distribuzione che sono, in molti casi, i laboratori di sperimentazione del mondo del lavoro che da domani vorrebbero per tutti: la vita quotidiana di questi lavoratori di fatto, nella maggior parte dei casi, inizia e finisce sul loro posto di lavoro. L'inesistenza di una giornata settimanalmente deputata al riposo e di feste “comandate” porta a situazioni familiari estreme. Ed è evidente come questa situazione sia gravosa  doppiamente per le donne, impegnate nel lavoro domestico negli interstizi tra un turno e un altro. Questi lavoratori, a cui spesso viene rinfacciato che sono dei privilegiati, perché “loro almeno hanno un lavoro”, e che quindi non hanno diritti (neanche quello di lamentarsi), vengono remunerati con stipendi da fame e visto l'alto ricorso a contratti part-time, che in media ammontano a 600-700 euro al mese, l'indipendenza economica è un miraggio.

Andremo a portare la nostra solidarietà e sostegno a chi è costretto al lavoro in questa giornata, provando ad intercettare anche tutte quelle persone che, a causa del ridursi del tempo di vita che sempre più diventa tempo di lavoro, si ritrovano, in parte costrette, a recarsi in queste enormi cattedrali nel deserto ad acquistare nei giorni festivi e provando a ribadire la nostra ferma opposizione a qualsiasi tentativo di ulteriore precarizzazione delle nostre condizioni di lavoro, a cominciare dal Jobs Act.

Abbiamo scelto Leroy Merlin come esempio emblematico di tutte quelle grandi aziende (basti pensare al caso Ikea) che vogliono apparire rispettose dei diritti dei lavoratori, dare una limpida immagine di sé orientando i consumatori per aumentare i loro profitti, ma che invece si mostrano come i pionieri dell'attacco ai diritti dei lavoratori.

Abbiamo scelto Leroy Merlin anche come esempio per tutti quei lavoratori che resistono e alzano la testa, come hanno fatto la scorsa settimana quelli del punto vendita di Afragola.

Supportare la resistenza, ma preparare l'offensiva!

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- 1° Maggio: stanno facendo la festa ai lavoratori? Reagiamo uniti e inflessibili!